Renzo Agostini  – Natura morta

Renzo Agostini – Natura morta

Agostini Renzo

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x60
  • Anno: 1971

  • Codice prodotto: RBER001

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.

L’interpretazione del genere della natura morta da parte del pittore Renzo Agostini viene risolta tramite una maniera pittorica in equilibrio tra realismo e resa espressionistica del soggetto. Agostini, infatti, è fedele al dato sensibile che egli ha davanti agli occhi e ce lo presenta così com’è, nella sua schietta essenzialità. Tuttavia la forza di questa rappresentazione, nuda e genuina, viene alimentata dalla maniera pittorica di questo artista che, paradossalmente, modifica la stessa realtà in senso espressionistico. Infatti la sua stesura è fortemente strutturale ed opera una sintesi sugli oggetti per mezzo del colore. I frutti, il piatto e la sedia sono resi tramite un tratto pittorico largo e denso di colore che ne risalta l’essenzialità, ma in un linguaggio pittorico vibrante di esistenzialismo. Ciò che viene fuori è un immagine scarna e minimale, ma estremamente viva e mobile, anche grazie all’azione della luce che colpisce la scena. Questo minimalismo esistenziale, che ricorda un po’ le nature morte di Giorgio Morandi, è tipico della produzione di Renzo Agostini.

Renzo Agostini è stato un pittore pistoiese, nato nel 1906 e scomparso nel 1990. Un lungo soggiorno a Parigi, fra il 1928 e il 1939 gli dà la possibilità di un aggiornamento diretto sulla pittura francese post-impressionista, e si fa notare in importanti esposizioni quali quella del Salon d’Automme del 1935 e quella dell’Accademia degli artisti italiani nel 1938. Rientrato in Italia nel 1939, tre anni più tardi ottiene l’incarico di assistente alla cattedra di Figura disegnata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, e la nomina ad Accademico nel 1956.


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