Remo Faggi – Vecchia Pavia (Raccolta di 12 Multipli)

Remo Faggi – Vecchia Pavia (Raccolta di 12 Multipli)

Faggi Remo

Il soggetto di questa serie di tirature è “La Vecchia Pavia”. Infatti l’artista riprende i seguenti luoghi cardine della città: Piazza Leonardo da Vinci Il Castello La Certosa di Pavia Panorama invernale Piazza Borromeo Piazza del Papa Ponte coperto Portale della Basilica San Michele San Lanfranco 10. San Teodoro 11. Santa Maria 12. Vista del […]

  • Tecnica: Multiplo
  • Dimensione: 30x40
  • Anno: 1987

  • Codice prodotto: POST001

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DESCRIZIONE

Il soggetto di questa serie di tirature è “La Vecchia Pavia”. Infatti l’artista riprende i seguenti luoghi cardine della città:

  1. Piazza Leonardo da Vinci
  2. Il Castello
  3. La Certosa di Pavia
  4. Panorama invernale
  5. Piazza Borromeo
  6. Piazza del Papa
  7. Ponte coperto
  8. Portale della Basilica San Michele
  9. San Lanfranco
  10. 10. San Teodoro
  11. 11. Santa Maria
  12. 12. Vista del Borgo

Il maestro è nato a Cortolona in provincia di Pavia ed ha dunque un forte legame affettivo con la città. Vediamo quindi alcuni degli scorci ed angoli più importanti della “sua” città, connotati da un sapore nostalgico. È come se volesse fissare nella memoria sua, e in quella degli osservatori, una vita di altri tempi, una vita lenta e riflessiva in contrapposizione con il mondo circostante. Sceglie quindi i più importanti monumenti architettonici della città di Pavia come paesaggio da trasmettere, contrapponendo l’imponenza degli edifici con il silenzio dell’assenza della figura umana, come per dirci che non siamo noi che siamo destinati per l’eternità ma sono proprio questi punti di riferimento che ci aiutano a navigare la città.

Lo stile di una tale serie grafica è necessariamente anche dettata dalla tecnica grafica prescelta. In questo caso il pittore ha deciso di effettuare una litografia. Possiamo capire che si tratta di una litografia proprio per il tratto che ci ricorda un disegno. Di fatti le grafiche a tiratura limitata permettono una certa quantità di tirature a partire dalla stessa matrice. Ci sono varie tipologie di grafica, la xilografia (probabilmente una delle più antiche e familiari), l’acquatinta e l’acquaforte (che sono delle tecniche complementari), la serigrafia e molte altre ancora, come appunto la litografia. Tutte queste tecniche non sono semplici stampe, ma delle grafiche d’arte nate grazie all’intervento diretto della mano dell’artista. La parola litografia deriva dal greco e significa letteralmente “scrivere su pietra”. La tecnica sfrutta la repulsione reciproca tra materie acquose e materie grasse. L’artista, su una pietra appositamente preparata e di cospicuo spessore (ca. 6 – 12 cm), inizia a tracciare un disegno con una penna grassa. Questo disegno deve essere speculare rispetto a ciò che egli vuole rappresentare. Nel momento in cui si passa l’inchiostro sopra la pietra, le parti della pietra acquose per il trattamento iniziale respingono l’inchiostro che si deposito solamente sopra al disegno. Al torchio quindi la carta assorbe solo l’inchiostro depositato precedentemente sul disegno. Proprio perché questa tecnica dà grande libertà al pittore è la più simile ad un disegno vero e proprio. Grazie a più strati si possono creare litografie di vari colori, ogni colore necessità un passaggio al torchio a sé stante. Normalmente ogni copia così ricavata si denomina tiratura ed è numerata a matita nell’angolo inferiore a sinistra. La firma invece si aggiunge a matita nell’angolo inferiore a destra.

Una volta raggiunto il numero di tiratura desiderato si procede con la “biffatura della matrice”, dunque viene sfigurata in modo tale da non poter immettere ulteriori copie sul mercato, oltre a quelle desiderate dall’artista.

In questo caso quindi notiamo la sicurezza dell’Artista nel disegno, il tratto veloce e nervoso ma anche molto espressivo. E come ha già detto la critica di Remo Faggi: “Vide, dipinse e cantò la natura da lui trasfigurata”. Ha un animo poetico e nostalgico che si rivela proprio anche in queste opere dove cattura una città, la sua città, in continuo e rapido cambiamento, fissando così il ricordo di una città ancora dal sapore antico. Lascia spazio alla monumentalità architettonica dei suoi dintorni svuotando le scende dalla presenza di persone.

Remo Faggi è un pittore e grafico nato a Corteolona in provincia di Pavia nel 1923. Sin da giovane si dimostra interessato all’arte e così i genitori lo iscrivono per un triennio alla Scuola d’Arte Applicata di Pavia, dove conosce artisti come Romeo Borgognoni, Romolo Bianchi ed Ercole Rinaldi che saranno i suoi docenti. Oltre alle esperienze come pittore di opere su tela inizia a frequentare anche lo studio di Primo Capena che gli permette di avvicinarsi all’arte dell’affresco. Questo periodo dell’inizio degli anni Quaranta fu molto felice per lui e la sua produzione artistica è feconda. Il momento però viene oscurato dalla guerra, Faggi nel 1943 è stato arruolato nell’esercito e viene successivamente deportato in un Lager nazista. Quest’esperienza traumatica però non lo fa perdere il suo amore per l’arte, riesce a superare i mostri del passato proprio anche grazie a questo. Da sempre amante di disegno ne fa di questo il suo mestiere, diventando nel 1971 professore al Liceo Artistico di Pavia, tenendovi per 18 anno la cattedra.

Nel corso della sua lunga carriera ha esposto in mostre nazionali ed internazionali vincendo anche svariati premi, e le sue opere si possono trovare in collezioni private in Italia e all’estero.


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