Renato Mambor – Blu e Rosso

Renato Mambor – Blu e Rosso

Mambor Renato

Renato Mambor fu uno dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop-art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. L’opera si rifà ad […]

  • Tecnica: Mista su tela tamburata
  • Dimensione: 100x70
  • Anno: 2004

  • Certificato:
  • Codice prodotto: Fbar001

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DESCRIZIONE

Renato Mambor fu uno dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop-art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di elementi segnici e nella loro ripetizione seriale. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società. In questo contesto stilistico la ricerca di Renato Mambor si è indirizzata principalmente sulla figura umana, di cui ha dato una lettura decisamente esistenziale.

La figura umana è al centro dell’opera di Renato Mambor, ma rielaborata nella sua estetica pop essa subisce un processo di spersonalizzazione, essendo ridotta ad una silhouette fredda, “anaemotiva” come diceva lo stesso artista. Ciò implica una profonda riflessione esistenziale sul ruolo dell’uomo nella società contemporanea che Renato Mambor evoca con la propria arte razionalista, debitrice di un’estetica meccanica che ha a che fare più con il mondo del design che con quello della pittura. Così la figura umana diviene un motivo iconico, senza vita, la cui funzione è quella di replicarsi e disporsi nello spazio dell’opera al fine di interagire con le geometrie astratte di Mambor. Tutto, dunque, persino la vita umana, viene ridotto ad un calcolo di equilibri di linee, forme e colori puri.

Renato Mambor è stato un artista romano nato nel 1936 e scomparso nel 2014. Fu uno dei protagonisti della scena artistica della capitale negli anni ’60, insieme a Schifano, Tano Festa, Franco Angeli ed altri. La prima esposizione delle sue opere ha luogo nel 1959, presso la Galleria Appia Antica, da lì avrà seguito una lunga carriera costellata di numerosi riconoscimenti. Si dedicò assiduamente anche al cinema, sia nella sperimentazione che come attore. Dal 1975 dirige la compagnia teatrale Gruppo Trousse, concentrandosi su una ricerca interiore alla sfera dell’uomo, soprattutto negli aspetti cognitivi, emotivi, nervosi.


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