Renato Mambor – Tavoli – Gessetti colorati

Renato Mambor – Tavoli – Gessetti colorati

Mambor Renato

Renato Mambor fu uno dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop-art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. La Pop-Art nasce negli […]

  • Tecnica: Mista su tela Tamburata
  • Dimensione: 60x80
  • Anno: 2000

  • Certificato: Certificazione dell'artista. Richiesto parere autenticità Archivio Mambor. Vendita previa autenticazione
  • Codice prodotto: LMICH001

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DESCRIZIONE

Renato Mambor fu uno dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop-art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale tramite procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società. In questo dipinto Mambor si concentra su un prodotto, un tavolino, con specifico riferimento anche a quelle “poetiche dell’oggetto” che hanno conformato l’arte contemporanea italiana a partire dagli anni ’60 -’70.

Così come nelle opere in cui tratta la figura umana, anche gli oggetti subiscono quel particolare processo di spersonalizzazione che è tipico dell’estetica pop, fredda e razionalista, di Renato Mambor. In questo senso è emblematico, in questa opera, un tipo di rappresentazione debitrice ad un fare artistico meccanico, che ha a che fare più con il mondo del design, rispetto a quello della pittura. Così il tavolo viene costruito in maniera modulare, con una serie di linee nette e precise. La composizione, inoltre, ostenta uno spiccato carattere da proiezione ortogonale, quasi fosse la stesura di un progetto. A tutto ciò fa riscontro la profonda sensibilità contemporanea dello stile di Renato Mambor che trova nell’Espressionismo Astratto la sua linfa vitale. E così la fredda rappresentazione del tavolo dialoga perfettamente con la texture cromatica realizzata nella parte superiore dell’opera. Questa, eseguita con dei gessetti, caratterizza il dipinto di profonde vibrazioni emotive, connesse direttamente con la gestualità dell’artista.

Renato Mambor è stato un artista romano nato nel 1936 e scomparso nel 2014. Fu uno dei protagonisti della scena artistica della capitale negli anni ’60, insieme a Schifano, Tano Festa, Franco Angeli ed altri. La prima esposizione delle sue opere ha luogo nel 1959, presso la Galleria Appia Antica, da lì avrà seguito una lunga carriera costellata di numerosi riconoscimenti. Si dedicò assiduamente anche al cinema, sia nella sperimentazione che come attore. Dal 1975 dirige la compagnia teatrale Gruppo Trousse, concentrandosi su una ricerca interiore alla sfera dell’uomo, soprattutto negli aspetti cognitivi, emotivi, nervosi.


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