Salvador Dalí – Divine Comedie – Chant 17: Quittant  la Corniche de la Colère

Salvador Dalí – Divine Comedie – Chant 17: Quittant la Corniche de la Colère

Dalì Salvador

  • Tecnica: Grafica a tiratura limitata
  • Dimensione: 25x30
  • Anno: 1960

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: CCHI002

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DESCRIZIONE


Questa grafica fa parte di una serie che è stata realizzata nel 1960 per Les Heures Claires , volume edito a Parigi. Vediamo l’interpretazione di Dalí del canto 17 del Purgatorio della Divina Commedia di Dante. In questo canto Dante e Virgilio affrontano gli iracondi e gli accidiosi. In secondo piano si scorgono dante e Virgilio intenti a parlare.
In primo piano invece abbiamo una figura antropomorfa, un enorme ragno dalle sei
gambe che si estende su quasi tutto lo spazio del disegno.

Il ragno ha busto e volto di forme femminili, quattro zampe sostituiscono i piedi e due le braccia.

La profondità de dipinto viene data dalle linee prospettiche che ricordano la ricerca del punto di fuga e
della prospettiva brunelleschiana.

Il paesaggio di fondo viene reso in maniera semplice e sommaria.

La grafica rientra nella corrente surrealista all’interno della quale Dalí è l’esponente
più prestigioso.

Si vede la sicurezza del gesto nella creazione del disegno per la matrice
della grafica.

Nella disposizione delle gambe del ragno l’artista dimostra la volontà di giocare con la contrapposizione di linee geometriche che a volte corrono parallele a volte
si intersecano.

In Dalí, nonostante la complessità di interpretazione delle scene, o forse è meglio dire l’impossibilità in quanto le immagini sono generate dal suo subconscio, ci rimane comunque una certa semplicità nella raffigurazione e limpidità nel disegno.
Specialmente la figura centrale della donna-ragno è tipica della produzione dell’artista, il quale è solito produrre varie figure di esseri umani, animali e oggetti che attraversano un processo di metamorfosi fino a farli diventare figure ibride e surreali.

Salvador Dalí (* Figueres 1904 - † Figueres 1989) è uno dei maggiori esponenti dell’arte del XX secolo.

Ancora oggi è uno dei pochi artisti di cui si riconosce nome e volto ovunque in quanto si tratta ormai quasi di una figura di culto con i suoi baffi sottili ed occhi spalancati.

Il maestro si dimostra abile non solo nella pittura ma anche nella scultura, la grafica d’arte, la fotografia e la video-arte nella quale è riconosciuta soprattutto la sua collaborazione con Luis Buñuel.

Le sue opere più rinomate sono del periodo in cui aderisce al Dadaismo e al Surrealismo.

Il dadaismo nasce durante la prima guerra mondiale nel Café Voltaire a Zurigo, è una corrente che punta sul capovolgimenti di tutti i canoni estetici e artistici esistiti fino ad allora e diventa quasi un nonsense che
mette in dubbio tutte le certezze.

Il surrealismo, corrente nata intorno agli anni Venti del Novecento a Parigi è quasi un’evoluzione del dadaismo. Si appoggia alle idee filosofiche di Freud che come primo cerca di capire il subconscio, il manifesto della corrente verrà poi pubblicato nel 1924 da André Breton, che insieme a Dalí viene spesso considerato il 3 padre della corrente.

In questa corrente stilistica l’artista cerca di abbandonarsi al subconscio, alla visione e al sogno senza subentrare in preconcetti ma lasciando libera la mente con tutti gli influssi del subconscio.

Spesso si parla di un automatismo psichico dove l’inconscio prende sopravvento e vengono abbandonati tutti i freni inibitori. 

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