Salvador Dalí – La porta delll’infinto

Salvador Dalí – La porta delll’infinto

Dalí Salvador


  • Codice prodotto: FPER001

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DESCRIZIONE

L’estetica surrealista nasce intorno agli anni ’20 del XX secolo riguardando tutti i campi della ricerca artistica. Per quanto concerne un discorso legato più propriamente alle arti visive, il surrealismo si pone come volontà di indagare il subconscio umano e riversarlo sull’opera d’arte attraverso un procedimento di scrittura meccanica basato sull’analisi dei sogni. Di conseguenza le opere d’arte surrealiste propongono la rappresentazione di una dimensione onirica, completamente dissociata dalla realtà. Tuttavia, spesso, tale rappresentazione si appoggia ad una resa formale di carattere iperrealistico, proprio per accentuare, paradossalmente, il carattere illusorio e ambiguo della dimensione surreale.

L’opera è un esempio tipico della produzione in serie del maestro catalano, nella quale vediamo, dal punto di vista formale, una più accentuata sperimentazione tecnica. Infatti, rispetto all’iperrealismo che caratterizza la grande produzione su tela il formato piccolo delle stampe permette a Dalì di provare tecniche compositive sempre nuove, cosa che rende questo tipo di opere estremamente interessanti. In questo caso possiamo vedere come il soggetto surrealista sia stato ottenuto unendo ad elementi figurativi degli interventi puramente pittorici. Infatti la porta, che nelle linee architettoniche sembra ricalcare le architetture ispano moresche, viene ottenuta tramite delle macchie cromatiche sovrapposte, quasi informali nella loro esecuzione. Il carattere indefinito accentua ulteriormente l’elemento visionario della scena che, dunque, entra definitivamente nel territorio dell’onirico, dimensione privilegiata da Dalì. Il mistero viene alimentato anche dalla presenza dei tre uccelli e dalla loro disposizione gerarchica. L’esecuzione dei tre animali è ottenuta mediante una resa vivace rispettosa del dato naturalistico.

Salvador Dalì, (Figueres 1904-1989). Maggior rappresentante del Surrealismo storico, oltre che pittore fu fotografo, scrittore e cineasta (famosa è la sua collaborazione con Luis Buñuel). Le sue opere si basano sui criteri dell’associazionismo psicanalitico, secondo la lezione di Andrè Breton. Il suo stile è caratterizzato da un Iperrealismo gonfio, duro, in cui i soggetti presentano una cura del dettaglio maniacale. Le sue composizioni sono un mix di libere associazioni, organismi biomorfici e citazioni culturali.


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