Sami Burhan – Senza titolo

Sami Burhan – Senza titolo

Burhan Sami

  • Tecnica: Olio su Tela
  • Dimensione: 87x86

  • Codice prodotto: Pciu001

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DESCRIZIONE

La produzione dell’artista di origine siriana Sami Burhan si nutre di molteplici stimoli, nella creazione di un linguaggio molto originale. I suoi soggetti si rifanno, essenzialmente, ad un’estetica informale di tipo segnico, che vede una ricontestualizzazione del panorama artistico europeo del secondo dopoguerra che prende le mosse dalla sua cultura islamica. Formatosi essenzialmente nell’arte calligrafica araba le sue opere prendono le mosse da un’estetica informale basata sulla fascinazione, tutta contemporanea, per la parola scritta nella sua qualità di significante. Da questa base Sami Burhan si muove verso una propria direzione originale, sempre aperta a nuove ispirazioni. I messaggi riportati da Burhan nelle sue tele sono sempre evocativi e di valenza universale (“Salamun – Pace”, “La gente è uguale come i denti del pettine”, “Sì alla vita no alla droga”, “Non danneggiare gli altri ma neanche te stesso”, “Scegli il perdono e ordina il Bene”, “Non dire quello che non sai”) ma prevale l’importanza di un’estetica astratta basata proprio sull’ermetismo del simbolo grafico decontestualizzato.

Partendo da tali premesse possiamo affermare che nella produzione artistica di Sami Burhan si verifichi un incontro tra cultura orientale e cultura occidentale, nel momento in cui l’arte calligrafica islamica assume la veste di una concezione informale del dipingere essenzialmente segnica. E così, come nel presente dipinto, la parola araba campeggia nello spazio decontestualizzato come un messaggio da decifrare, la cui importanza di valore universale ed oggettivo si fonde con l’ermetismo fascinoso della sua presenza misteriosa. Dal punto di vista più strettamente stilistico tutto ciò viene alimentato da una stesura del colore carica di vibrazioni pittoriche, che in alcuni momenti arriva persino ad una gestualità ostentata. Il segno concreto si fonde ad altre immagini astratte, mentre il colore assume una veste dinamica e cangiante.

Sami Burhan nasce nel 1929 ad Aleppo in Siria. Il padre è un grande matematico e appassionato dell’arte grafica islamica e Sami diventa suo allievo; a soli sette anni Sami Burhan già si interessa di scrittura islamica e, nel 1945, diventa allievo di Husein Husni già primo calligrafo alla corte del sultano di Istanbul. Burhan comincia a creare disegni per l’artigianato e a interessarsi alla fotografia colorata a mano con acquerello, pastello ed olio. Nel 1948 stabilisce contatti con diversi artisti ad Aleppo e l’anno dopo, a vent’anni, partecipa al premio di pittura che il comune di Aleppo organizza per il congresso Nazionale degli Emigrati Siro-Americani, ottenendo il primo premio. Nel 1951 viene trasferito per contrasti ideologici in una scuola isolata ma qualche tempo dopo la padronanza dell’arte grafica gli vale la chiamata all’Ufficio Istituzionale di Aleppo. Vince nel 1952 il concorso per l’insegnamento di educazione artistica nelle scuole superiori, diventando professore alla Scuola Magistrale di Aleppo. Viaggia molto verso l’occidente rimanendo fedele alle sue radici culturali orientali. Ha vissuto e lavorato, per molto tempo, a Massa Marittima, dove è scomparso nel 2021.


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