Santi Sindoni – Aquila cosmica

Santi Sindoni – Aquila cosmica

Sindoni Santi

  • Tecnica: mista
  • Dimensione: 125x185
  • Anno: 2017

  • Certificato: verifica in corso
  • Codice prodotto: SNAT001

Visualizzazioni 1108

DESCRIZIONE

Il lavoro dell’artista Santi Sindoni si ricollega alle correnti informali ed espressioniste astratte che a partire dagli anni Cinquanta hanno imperversato nell’arte contemporanea occidentale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto riguarda il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere. L’estetica informale di Santi Sindoni prende le mosse dalla via indicata dallo Spazialismo di Lucio Fontana e dalla Pittura Nucleare di Sergio Dangelo per intraprendere un proprio percorso personale che lo porterà a fondare la Corrente Escatomateria. La parola Escatomateria deriva dal greco éskatos, ovvero ultimo, ultimi destini dell’umanità, e si prefigge di trasferire sulla tela lo studio cromatico della cellula, la forma di vita più elementare che compone la realtà nella sua essenza di Materia ed Antimateria. Da qui, attraverso un percorso che dal Micro conduce al Macro, Santi Sindoni vuole indagare, nelle sue opere, tutti i valori dello stesso esistere.

La complessa estetica dell’Escatomateria elaborata dall’artista Santi Sindoni trova una precisa corrispondenza anche nella complessità del suo linguaggio stilistico. Quello proposto da Sindoni è un informale che però si nutre di una varietà di elementi e tecniche messe in campo. Lo spazio creato dall’artista risulta estremamente vivo e dinamico, fatto di un impasto cangiante di colore e materia. Su questo spazio, che è allo stesso tempo biologico e cosmico, Sindoni rileva i movimenti delle sue particelle cellulari che compongono la Materia e l’Antimateria definendo i processi dello stesso esistere. E lo fa con un raffinatissimo tratto calligrafico, estremamente vibrante, che nel rilevare orbite concentriche e spirali degli organismi ne evidenzia le energie emanate, trasferendole direttamente nella dimensione reale nello spettatore, in una poetica che si rifà alle correnti spazialiste. Ma la peculiarità del fare artistico di Santi Sindoni sta in questa perfetta coincidenza che si avverte, nelle sue opere, tra Micro e Macro, tra movimenti di infinitesimali organismi cellulari e i meccanismi cosmici che regolano l’esistenza ed i destini del mondo.

Santi Sindoni nasce a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1954. Trasferitosi a Milano nel 1972, frequenta la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco. Nel 1984 si trasferisce in Sicilia e continua la sua attività artistica per poi tornare nel 1991 in Lombardia stabilendosi nella pittoresca Luino, sul Lago Maggiore. Apre il suo Studio e segue una ricerca artistica tendente all’Espressionismo e al Surrealismo, occupandosi anche del restauro di affreschi. Nel 1996 la Procura di Varese indaga su di lui e nel 1999 una svolta drammatica lo porta a vivere l’esperienza del carcere presso la C. R. di Milano-Bollate. Nello stesso penitenziario realizza i murales dell’area trattamentale, illustra la copertina del giornale interno “Carte Bollate” e continua a lavorare alla sua ricerca artistica, Nel 2005 vince il concorso presso il tribunale di Milano per abbellire con una sua opera una parete del corridoio: un affresco di Santi Sindoni tra le opere di Carrà, De Chirico, Fiume ed i mosaici di Sironi. Nell’anno 2010 costituisce la Fondazione Artè e nell’anno 2012 costituisce l’Associazione Etra. Questi Enti si occupano del sociale con lo scopo di realizzare il Museo Artè per il quale sta preparando gli studi per un’opera in tecnica di affresco di 6000 mq con sculture vetrate raffiguranti l’Apocalisse. A giugno 2015 termina di scontare la sua condanna e ritorna ad essere un uomo libero. Nel 2016 la Regione Sicilia patrocina la mostra “Mitocondria”, ospitata presso l’Ex Convento di San Francesco a Patti. Sempre nel 2016, dona una delle sue opere più importanti e imponenti “Erhab – 11 settembre” alla National Italian American Foundation. Il dipinto è stato inviato a Washington DC ed esposto in una delle sale dalla NIAF.


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