Gregorio Sciltian – La madonna di Sciltian

Gregorio Sciltian – La madonna di Sciltian

Sciltian Gregorio

  • Tecnica: Litografia su lastra argento 925/1000

  • Certificato:
  • Tiratura: 101/3950
  • Codice prodotto: GSCH004

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DESCRIZIONE

Probabilmente il soggetto della Madonna è una delle iconografie più popolari in tutta la storia dell’arte sia occidentale che orientale, molto più spesso rappresentata con il motivo iconografico della Madonna col Bambino. La Madonna compare fin dagli albori della pittura medievale e rimane un soggetto costante finché i temi religiosi sono stati prevalenti nella produzione artistica (ovvero fino al XIX secolo quando cominciarono ad essere introdotte tematiche ispirate al vivere quotidiano).

Lo stile di Gregorio Sciltian punta fortemente sull’esaltazione dei valori plastici dei soggetti. Il pittore esalta i volumi, li enfatizza con il disegno e li fa risaltare con l’illuminazione omogenea di tutta la composizione. In questo modo le superfici è come se fossero fatte di un qualche materiale prezioso e lucido. Sciltian, proprio ai fini di un’esaltazione totale del plasticismo, elimina qualsiasi effetto pittorico arrivando ad uno stile che si può dire iperrealista, in cui però giocano un ruolo fondamentale anche lo studio del Caravaggismo e dei pittori fiamminghi. In questa preziosa incisione su argento Sciltian trasferisce le peculiarità del suo iperrealismo su un diverso media artistico, ottenendo, tuttavia, gli stessi risultati. La manualità nella tecnica incisoria, infatti risulta di paro livello a quella pittorica e la superficie in argento esalta il plasticismo compatto e preziosi di questo pittore.

Gregorio Sciltian, italianizzazione di Grigorij Ivanovič Šiltjan (Rostov, 1900 – Roma,1985), è stato un pittore armeno. Nel 1919 a seguito della Rivoluzione d’ottobre lascia la Russia e si stabilisce a Costantinopoli. Il suo stile viene formandosi negli anni Venti, quando ritorna alla figurazione classica, studiando all’Accademia e nei Musei di Vienna le opere del Rinascimento italiano. Nel 1923 si trasferisce in Italia; apre uno studio a Roma e partecipa alla II Biennale romana nel ’25. Roberto Longhi presenta la sua personale alla casa d’arte Bragaglia. Il critico fa il punto sulla peculiarità di una pittura che recupera la tradizione caravaggesca e fiamminga con un realismo di impressionante fedeltà fotografica: una perfezione lenticolare raggiunta con una materia dalla cromìa compatta e tecnica mutuata dalla pittura antica.


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