Sconosciuto – Scena di martirio

Sconosciuto – Scena di martirio

Sconosciuto

  • Tecnica: Olio su Tela
  • Dimensione: 80x65
  • Anno: 1600

  • Codice prodotto: Lmaz001

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DESCRIZIONE

Il soggetto dell’opera riguarda, senza alcun dubbio, un episodio di martirio. La scena presenta una santa, coronata da un’areola, inginocchiata, mentre un aguzzino si accinge a colpirla con una mazza e un angelo sceso dal cielo gli porge una corona di fiori. Più controverso risulta stabilire di quale santa si tratti, data la scelta inusuale dell’arma dell’aguzzino. Infatti, la scena di per sé potrebbe farci pensare ad una decapitazione, il che ci porterebbe, quasi senza dubbio, al martirio di Santa Caterina d’Alessandria. Ma in realtà il fatto che l’esecutore della condanna brandisca una mazza, piuttosto che una spada, fa sorgere qualche dubbio in merito, alimentato anche dalla mancanza dell’attributo iconografico principale di Santa Caterina, ovvero la ruota dentata.

Ci troviamo di fronte ad un’opera senza dubbio figlia del grande naturalismo seicentesco che, con l’intenzione di riparare ai presunti errori compiuti dal Manierismo, si ricollegava direttamente ai grandi maestri del Rinascimento maturo, Raffaello in particolare. Innanzitutto ciò si riconosce in una composizione estremamente armonica, di grande respiro classico, non solo nella forma ma anche nello spirito, cioè nella concezione di un’opera d’arte unitaria. Le due figure sono unite nella scena del supplizio, in un calibrato gioco di richiami e corrispondenze delle loro posizioni. Alla diagonale accentuata che domina il movimento dell’aguzzino si contrappone, in un perfetto bilanciamento complementare, una linea che dalla santa inginocchiata conduce verso l’angelo. Per questo la scena è regolata da una perfetta composizione a chiasmo. Inoltre il classicismo di questa opera è ravvisabile anche nella resa naturalistica totale e in un’esaltazione di volumi monumentali. Nei panneggi ampi e complicatissimi e nella muscolatura estremamente accentuata del soldato possiamo sentire anche un residuo delle raffinatezze artificiose del manierismo, così come nell’uso di colori estremamente brillanti, quasi antinaturalistici. Tuttavia, il forte pittoricismo, che fonde perfettamente le figure nello spazio denso di atmosfera, collocano l’esecuzione di questo dipinto nel XVII secolo. Straordinario risulta anche l’uso della luce che, con una regia molto suggestiva, dalla nostra sinistra lascia quasi nella penombra l’aguzzino, mentre illumina pienamente la figura della martire.

L’opera è stata attribuita ad un artista sconosciuto del XVII secolo. Dall’analisi stilistica che abbiamo condotto abbiamo potuto constatare come l’autore fosse dotato di un’eccellente tecnica pittorica ed un senso estetico classico con un chiaro riferimento alla tradizione rinascimentale. Non vi sono dubbi, dunque, sulla solida formazione accademica dell’artista ravvisabile nella sua capacità di delineare con grande resa naturalistica i volumi dei corpi e il plasticismo dei panneggi, nonché la sua abilità nell’usare la luce per misurare lo spazio con grande coerenza tonale


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