Sebastian Matta – Come la coscienza si fa universo

Sebastian Matta – Come la coscienza si fa universo

Matta Sebastian

  • Tecnica: Litografia a rilievo

  • Certificato:
  • Tiratura: 59/145
  • Codice prodotto: KDD003

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DESCRIZIONE

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. Il Simbolismo o l’Espressionismo sono correnti stilistiche emblematiche nell’aver interpretato la realtà in senso concettuale con una resa iconica delle immagini e un’interpretazione simbolica nell’uso del colore. Così come sempre altamente simbolici sono i messaggi delle opere di Sebastian Matta, di portata cosmica, nella fascinazione di questo artista per i linguaggi ed i miti precolombiani.

Come possiamo vedere in questa opera l’arte di Sebastiàn Matta si rifà di certo ad un espressionismo di tipo primitivo, tribale. La sintesi esercitata dall’artista riduce le figure ad una sorta di feticci provenienti da qualche civiltà precolombiana. Matta, però, introduce alcuni elementi tipici di una sensibilità contemporanea. Scompone lo spazio secondo molteplici direttive con un’accentuata razionalità geometrica, seguendo le istanze cubiste. Nel caso di questa opera, in particolare, l’elemento geometrico assume un ruolo da protagonista. Per assegnare una valenza cosmica ai propri simboli Sebastian Matta immagina qui uno spazio molto articolato, ottenuto tramite l’apertura, sul piano, di solidi. L’impatto di questa scelta compositiva viene alimentato anche dalla realizzazione della struttura a rilievo. Essa sembra fluttuare nello spazio dell’opera e sulla sua superficie articolata si muovono i feticci di Matta, frutto della forte componente surrealista nello stile di questo artista.

Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren è stato un artista cileno, nato a Santiago del Cile nel 1911 e scomparso in Italia, a Civitavecchia nel 2002. Nella sua formazione artistica ha aderito al Surrealismo con Dalì e Breton elaborando la serie dei dipinti sulle morfologie psicologiche. Negli anni ’70 aderisce alle poetiche dell’oggetto costruendo l’”Autoapocalisse” una casa fatta di rottami d’automobili come critica al consumismo. Negli anni ’90 inizia la serie degli obelischi e dei totem chiamata “Cosmo-now”.


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