Sergio Bizzarri – Senza titolo

Sergio Bizzarri – Senza titolo

Bizzarri Sergio

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 106x78

  • Codice prodotto: SBRU002

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DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto riguarda il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere. Nella sua lunga carriera l’artista Sergio Bizzarri ha sperimentato vari linguaggi stilistici ed accanto ad una corrente figurativa ha affiancato anche una interessantissima produzione informale.

L’opera fa parte di una serie in cui l’artista spoletino Sergio Bizzarri abbandona il figurativo per rivolgersi all’informale. Il dipinto è fondato sul colore, sulla materia e sul gesto pittorico. Sono questi tre elementi che si combinano sulle tele per dare vita a composizioni in cui la forma fa un passo indietro per lasciare il campo ad uno sprigionarsi di energia creativa. La sua stesura pittorica instaura sulla tela un serrato dialogo di suggestioni e stimoli derivanti dalla compresenza di consistenze e strati materici che si sovrappongono. Permane, comunque, il tratto nero, quasi calligrafico o stratificato, che ritroviamo in gran parte delle opere di Sergio Bizzarri anche di linguaggio figurativo. Il tutto avviene sempre in una perfetta coerenza compositiva che dimostra l’abilità di questo pittore nell’ideare e portare a termine le sue opere. Tutta la tavolozza di Bizzarri, infatti, è predisposta a conformarsi ad una precisa unità tonale dalla sfumature terrose.

Sergio Bizzarri è nato a Spoleto nel 1931. Fin da giovane è stato mosso dalla passione per l’arte alla quale si dedicherà completamente a partire dagli anni Cinquanta. È in questo periodo che inizia ad allestire le prime mostre e sviluppa il suo linguaggio monocromatico dove a prevalere è il tratto nero. Negli anni Sessanta è già attivo in un ambito internazionale ed aumentano le sue partecipazioni a Mostre e Fiere d ‘Arte sempre più prestigiose in Italia, arrivando anche in Francia, Australia, Canada, Stati Uniti, Giappone. Nel 1977 per i suoi tanti e diversi meriti, Bizzarri viene nominato Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel 1992 la Regione Marche ed il Comune di Ancona organizzano nel palazzo degli Anziani del capoluogo marchigiano la Prima Mostra Antologica del Maestro Bizzarri, con la presentazione del critico d’arte Dario Micacchi.


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