Silvestro Pistolesi – Scorcio di bosco

Silvestro Pistolesi – Scorcio di bosco

Pistolesi Silvestro

  • Tecnica: Olio e tempera su tavola
  • Dimensione: 50x60

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: LRIN004

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

Rispetto alla perfezione formale di gran parte della sua produzione paesaggistica, in questa tempera Silvestro Pistolesi evidenzia una maturità post-impressionista. La composizione è tutta compressa in primo piano, senza concedere nulla ad una profondità spaziale. Lo scopo del pittore non è quello di riportare il dato sensibile del soggetto, ma di carpirne l’essenza stessa, la sua sostanza. A questo fine interviene la pennellata, ricca di materia, che, nonostante l’essenzialità della rappresentazione, rimpolpa gli oggetti, li scompone su diversi piani, registrando le vibrazioni della luce e della vita su di essi. Il dato sensibile, dunque, viene completamente superato in una concezione del fare pittorico complessa in cui gioca un ruolo fondamentale anche la stessa gestualità dell’artista. Dal punto di vista cromatico, tutta la superficie dell’opera è intonata secondo una gamma di colori equilibrata di richiami e corrispondenze con una predilezione per colori terrosi e dai toni dimessi.

Silvestro Pistolesi è un pittore fiorentino nato nel 1943 e scomparso nel 2022. La sua formazione è avvenuta nello studio di Pietro Annigoni, dove è rimasto per dieci anni, approfondendo quelle tecniche proprie della tradizione rinascimentale che hanno reso famoso il grande maestro: l’uso delle tempere grasse e la stesura a velature. La sua prima mostra personale è stata a Londra nel 1972, alla quale sono seguite diverse esposizioni non solo in Italia ma anche all’estero. Nel 1967 e nel 1974 realizza i primi affreschi “La Cena in Emmaus” e “La vecchina” nella chiesa di San Michele Arcangelo a Ponte Buggianese, cui fanno seguito quelli più famosi nell’Abbazia di Montecassino nel maggio del 1993.


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