Sisto Badalocchio – Deposizione nel sepolcro

Sisto Badalocchio – Deposizione nel sepolcro

Badalocchio Sisto

Il soggetto della “Deposizione di Cristo” è molto diffuso nell’arte sacra occidentale. Esso si è sviluppato in epoca medievale, dapprima negli affreschi istoriati con gli episodi della Passione e poi come soggetto singolo. Si è diffuso poi largamente durante il Rinascimento e per tutto il XVII secolo. “La Deposizione” ha due varianti fondamentali: la prima […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 43x34

  • Codice prodotto: FBUS001

Visualizzazioni 148

DESCRIZIONE

Il soggetto della “Deposizione di Cristo” è molto diffuso nell’arte sacra occidentale. Esso si è sviluppato in epoca medievale, dapprima negli affreschi istoriati con gli episodi della Passione e poi come soggetto singolo. Si è diffuso poi largamente durante il Rinascimento e per tutto il XVII secolo. “La Deposizione” ha due varianti fondamentali: la prima tipologia riguarda il recupero del corpo di Cristo dalla croce; la seconda il suo trasporto e inumazione nel sepolcro. Il dipinto in oggetto fa parte di quest’ultima tipologia. I personaggi rappresentati sono ricorrenti: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, sempre impegnati nel trasporto del corpo, San Giovanni Evangelista, la Maddalena riconoscibile sempre per i capelli rossi e un gruppo di vergini
piangenti tra cui la Madonna Addolorata. Protagonista è sempre il corpo di Cristo, ostentato nel suo sacrificio di redenzione. Nello specifico l’opera presente dovrebbe essere una copia, eseguita da Sisto Badalocchio, di un’originale olio su rame attribuito ad Annibale Carracci e oggi conservato presso il Metropolitan Museum di New York. L’attribuzione al Carracci è stata stabilita proprio in relazione all’esistenza di molte copie del prototipo (che doveva essere stato eseguito necessariamente da un grande maestro), molte delle quali furono eseguite dallo stesso Badalocchio, collaboratore dei Carracci. Un’altra variante del Badalocchio, eseguita nel 1607, è conservata presso la Dulwich Gallery di Londra.

Sia la composizione che lo stile di questa opera rispettano il prototipo originale, connotato dalla forte impronta classicista tipica della scuola carraccesca che, comunque, vede già qualche elemento in una direzione già barocca. Infatti tutta la scena è organizzata secondo il principio armonico di un’equilibrata distribuzione delle masse, secondo un plasticismo monumentale che si ricollega apertamente ai grandi maestri del Rinascimento maturo. Tuttavia vi sono delle soluzioni compositive, atte a coinvolgere emotivamente lo spettatore e che sono in linea con un’estetica seicentesca. Come l’ambientazione nell’antro oscuro della grotta, illuminato dalla fioca luce della candela che rischiara il corpo di Cristo, ostentato verso un immaginario pubblico con uno scorcio potentissimo. Inoltre è molto interessante la soluzione di collocare le vergini piangenti al di fuori della grotta, visibili sullo sfondo attraverso la fuga prospettica che ci conduce al suo ingresso. Dal punto di vista stilistico questa versione della Deposizione rispetta in pieno le direttive di un’estetica classicista nella definizione plastica di masse monumentali e nella loro collocazione in uno spazio concreto. I personaggi sono disposti sulla scena con grande naturalezza, secondo una varietà di gesti accorati e pieni di sentimento, tipici della religiosità espressa nelle opere dei Carracci. Dal punto di vista tecnico l’artista esecutore dell’opera mostra un pieno rispetto del modello nel descrivere gli ampi panneggi e nello sfumare con una piena resa naturalistica i soggetti nello spazio. Anche l’uso della luce, soprattutto con le profonde ombreggiature del corpo di Cristo scorciato, mostrano da parte del pittore una grande maestria.

L’opera dovrebbe essere attribuita a Sisto Badalocchio, autore di diverse copie della Deposizione di Annibale Carracci. Nato a Parma nel 1585 scomparve nel 1647 circa. Si formò proprio collaborando con i Carracci, dapprima con Agostino a Bologna, in seguito seguì Annibale a Roma e lo aiutò nella decorazione della Galleria Farnese. Nel 1609 si trasferì a Parma. Tra le sue opere più importanti ricordiamo gli affreschi presso la chiesa di San Giovanni Evangelista a Reggio Emilia, ispirati alla cupola decorata da Correggio nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma.


RICHIESTA INFORMAZIONI



VendereQuadri è la prima piattaforma italiana per la compravendita d'arte online pensata per artisti, gallerie, collezionisti e privati.
Qualità garantita e transazioni sicure.


LE OPERE

Follow Us

© 2020 - E' vietata la riproduzione anche parziale.
P. IVA, C.F. e Iscr. Reg. Imprese 01960870440