Tano Festa – Dal cielo del Grande Plagio

Tano Festa – Dal cielo del Grande Plagio

Festa Tano

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso pittorico. La Pop art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop art presuppongono una sorta di doppio […]

  • Tecnica: Acrilico su tela emulsionata
  • Dimensione: 70x50

  • Certificato: Certificato studio Soligo
  • Codice prodotto: FFAB001

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DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagini celebri o massificate e nella loro rielaborazione in senso pittorico. La Pop art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra parte sono le immagini massificate a diventare esse stesse opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società e grazie ad un’operazione di ricontestualizzazione da parte dell’artista.

Durante la sua carriera artistica Tano Festa accolse anche le istanze della Scuola di Piazza del Popolo, la quale a sua volta subiva l’influenza della Pop art americana. In quest’opera abbiamo un classico esempio di come un’immagine massificata (un particolare di un’opera d’arte rinascimentale), si trasformi in qualcosa di diverso tramite l’intervento dell’artista. L’immagine, viene riprodotta in negativo tramite il riporto fotografico, acquisendo, così, un aspetto meccanico e seriale (altro elemento di congiunzione con la cultura Pop). In seguito l’immagine viene riconfigurata completamente dalla gestualità dell’artista, che la carica di nuovi significati. L’intervento in acrilico si esplica in una stesura pittorica complessa, che si rifà ai movimenti espressionistici contemporanei, ma soprattutto Tano festa vuole portare il soggetto ad una saturazione esasperata dei colori, con chiaro riferimento all’aggressività dei media, pubblicitari e non, del linguaggio moderno. Così l’artista usa dei colori forti provocando degli accostamenti dissonanti in un ricercato contrasto con l’equilibrio e l’armonia che caratterizzano il soggetto originario rinascimentale. Dunque, anche concettualmente, il messaggio di Tano Festa è vicino a quello della Pop art: l’oggetto artistico, diventando popolare, è soggetto ad un processo di massificazione e di diffusione mediatica che, inevitabilmente, ne svilisce i contenuti e i significati peculiari.

Tano Festa fu un artista romano, nato nel 1938 e scomparso nel 1988. Fu uno dei protagonisti della scena Pop della capitale, ma nella sua ricerca accolse anche le istanze New Dada relative alle poetiche dell’oggetto. Infatti famose sono le sue composizioni in cui propone isolati oggetti di uso quotidiano in monocromo. A partire dagli anni ’60 intraprese la rielaborazione di immagini dell’arte rinascimentale mediante il linguaggio della comunicazione di massa.


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