Tano Festa – Senza titolo

Tano Festa – Senza titolo

Festa Tano

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con […]

  • Tecnica: Acrilico su tela
  • Dimensione: 80x60
  • Anno: Metà anni 80

  • Certificato: Archivio Tano Festa
  • Codice prodotto: lcal001

Visualizzazioni 675

DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. Anche le avanguardie storiche e le correnti della contemporaneità hanno spesso preso ispirazione dal tema del paesaggio. Questa opera di Tano Festa ne è uno splendido esempio ed è molto significativo della maniera di concepire il paesaggio nell’ambito della “Scuola di Piazza del Popolo” e della interpretazione della Pop-art in Italia.

Durante la sua carriera artistica Tano Festa accolse anche le istanze della Scuola di Piazza del Popolo, la quale a sua volta subiva l’influenza della Pop art americana. In quest’opera abbiamo un classico esempio di come un’immagine massificata (un paesaggio banale, da cartolina), si trasformi in qualcosa di diverso tramite l’intervento dell’artista. Innanzitutto Festa opera una sintesi espressionista della realtà fenomenica. I particolari si riducono a favore di una rappresentazione semplificata e, per questo, iconica. Tutto è volutamente stereotipato, poiché le stesse immagini, nella società dei consumi, hanno perso il loro valore. Tale operazione concettuale, però, viene realizzata dal gesto pittorico di Tano Festa, potente nel connotare la composizione, benché essenziale, di profonde vibrazioni e raffinato negli accostamenti di colori. Proprio dal punto di vista cromatico possiamo vedere le peculiarità dello stile di Tano Festa che lo rendono un artista unico: egli vuole portare il soggetto ad una saturazione esasperata dei colori, con chiaro riferimento all’aggressività dei media, pubblicitari e non, del linguaggio moderno. Per questo Tano Festa usa dei colori forti provocando degli accostamenti dissonanti in un ricercato contrasto.

Tano Festa è stato un artista romano, nato nel 1938 e scomparso nel 1988. Fu uno dei protagonisti della scena Pop della capitale, ma nella sua ricerca accolse anche le istanze New Dada relative alle poetiche dell’oggetto. Infatti famose sono le sue composizioni in cui propone isolati oggetti di uso quotidiano in monocromo. A partire dagli anni ’60 intraprese la rielaborazione di immagini dell’arte rinascimentale mediante il linguaggio della comunicazione di massa.


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