Tino Vaglieri – Senza titolo

Tino Vaglieri – Senza titolo

Vaglieri Tino

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Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i […]

  • Tecnica: Acquerello
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  • Codice prodotto: GBRI002

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DESCRIZIONE

Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. Anche Tino Vaglieri fu un pittore che sentì molto la questione sociale. Infatti, oltre a dedicarsi al linguaggio astratto e informale, sviluppò temi iconografici legati al lavoro, ai ceti sociali più bassi ma anche a figure di emarginati e derelitti.

L’intento di narrazione e di denuncia della questione sociale nella produzione figurativa, spinge Tino Vaglieri all’adozione di un linguaggio decisamente espressionista. L’arte espressionista vuole gridare al mondo i propri stati d’animo e ostentarli con passione. Sul piano formale ciò si traduce in una resa sommaria delle figure, attraverso un tratto molto nervoso e movimentato, nonché nell’uso di una gamma cromatica violenta. Tali caratteristiche si trovano nelle avanguardie storiche dell’espressionismo, come il Fauvismo e il movimento Die Brucke in Germania. E così anche nella produzione figurativa di Tino Vaglueri egli vuole esprimere con forza la fatica del lavoro e la durezza delle condizioni di vita dei più derelitti. Lo fa con un tratto molto energico e nervoso che sintetizza le figure secondo un ritmo forsennato di linee spezzate. In questa particolare opera, a differenza dell’Espressionismo storico, prevale l’uso di una tavolozza scarna fatta di tonalità terrose e brune, in linea con l’essenzialità della rappresentazione.

Celestino Vaglieri, detto Tino, è stato un artista originario di Trieste, dove è nato nel 1929. Qui rimane solo per un anno, trasferendosi prima a Roma e poi a Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera. È di questo periodo l’incontro con Banchieri, Romagnoni, Ceretti, Guerreschi, Ferroni con i quali forma un sodalizio a partire dalla metà degli anni ’50. Costoro scelgono, con l’avallo di critici come De Micheli e Valsecchi, il figurativo nel momento in cui esplode oltreoceano l’Informale. In seguito lo stesso Vaglieri proseguirà da solo il suo percorso proprio ispirandosi alle poetiche informali, in una ricerca stilistica orientata sempre, però, all’analisi dell’equilibrio delle forme e dei colori. Tino Vaglieri è scomparso a Milano nel 2000.


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