Tiziano Bonanni –  Ritratto Rosso

Tiziano Bonanni – Ritratto Rosso

Bonanni Tiziano

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 70x50
  • Anno: 1987

  • Certificato: Si
  • Codice prodotto: BARMA001

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DESCRIZIONE

Nato a Firenze nel maggio 1967, nel 1984 consegue il Diploma di Maestro d’Arte nella sezione di Decorazione Pittorica all’Istituto Statale d’Arte di Firenze. Qui, nel 1986, nuovamente si diploma al Corso Biennale di Perfezionamento dello stesso indirizzo per poi concludere il proprio percorso di studi nel 1990 all’Accademia Belle Arti di Firenze, dove si diploma nella sezione di pittura presieduta da Gustavo Giulietti.

Giovanissimo studente alterna il suo percorso di formazione artistica con la frequentazione degli studi dei principali maestri toscani, architetti e artisti del secondo dopoguerra, come Silvio Loffredo, Pietro Annigoni, Cecco Ceccherini, Mario Calderai, Pier Niccolò Berardi, Piero Tredici. Terminati gli studi accademici, si dedica all’insegnamento privato con sporadiche esperienze lavorative nel design di complementi d’arredo, ceramica, tessuti stampati per l’abbigliamento, accessori moda e gioielleria d’autore per alcuni noti brand italiani, fra i quali Richard Ginori e Roberto Cavalli.

Nel 1997 è socio fondatore di “Rossotiziano – RST ART ACADEMY”, associazione culturale artistica con sede in provincia di Firenze, che attualmente presiede e coordina come direttore artistico. Nello stesso anno gli viene conferito il “Fiorino d’argento” per meriti artistici in Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, in occasione del XV “Premio Firenze”, insieme ad altre eccellenze dell’arte ed ospiti d’onore, come Franco Zeffirelli e Fosco Maraini.

Il forte legame con la storia di Firenze distingue, da sempre, il suo stile, che evolve l’ordinamento spaziale quattrocentesco verso dimensioni contemporanee più tese ed instabili: nel 1999, in occasione della decima edizione di “Etruriarte” a Venturina (Livorno), riceve il I premio per la sez. pittura. Questo riconoscimento gli consentirà di collaborare con importanti collezionisti come Tiziano Forni, titolare dell’omonima galleria a Bologna, e con note gallerie italiane come il “GAMeC – Centro Arte Moderna” di Pisa, dove risulta annoverato fra i principali maestri toscani e fra gli artisti più rappresentativi della pittura italiana insieme a Pietro Annigoni, Renato Guttuso, Salvatore Fiume, Antonio Bueno, Tono Zancanaro, Ernesto Treccani, Aligi Sassu e altri.

Nel 2005 viene pubblicata la monografia Linea di Confine, catalogo ragionato presentato in Palagio di Parte Guelfa a Firenze, a cura dello storico dell’arte Nicola Micieli; ne seguirà la personale alla Fortezza da Basso di Firenze, Sala delle Colonne, su invito della direzione organizzativa del Salone del Mobile.

Numerose le presenze in Italia con performance ed eventi collaterali, come “To Call, To Mind – Start Biennale” in occasione della 52esima Biennale di Venezia, con le mostre itineranti, tra cui “50 Pittori Toscani per 50 Cantanti Toscani”, con opere dedicate alla Gioconda e conservate nell’archivio dei Leonardismi del Museo Leonardo da Vinci, con eventi tematici dedicati alle storie di Pinocchio in occasione del 60esimo anniversario della Fondazione nazionale Carlo Collodi che acquisisce un dipinto dedicato al personaggio di Mangiafuoco.

Nel decennio 2004-2014, la propensione a inserire dipinti in contenitori di acciaio Corten oppure sculture in vecchi bauli, sovente soggetti umani accompagnati da animali, residui di manufatti come insegne al neon e oggetti desueti, lo conduce ad una ricerca più orientata verso i linguaggi di sperimentazione contemporanea.

Nel 2012 intraprende un nuovo percorso di studi frequentando il Biennio Specialistico in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi, Corso Master di Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si laurea nel 2014.

Nel 2017 una sua composizione organica dal titolo Anima (costituita da una croce in rovi, corde e farfalle) viene premiata come opera tematica più rappresentativa in occasione di “AETERNA” all’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma, Complesso del Vittoriano.

Nel 2019 ritrae Francesco Moser in occasione della presentazione del film “Scacco al tempo”, documentario sulla vita del campione di ciclismo.

La sua recente ricerca artistica si esprime con uno stile personalizzato che si avvale di stratificazioni, ibridazioni, combustioni e azioni varie su materiali industriali di recupero, oggetti obsoleti, materiali organici e sintetici, fino ad ottenere opere plastico-pittoriche policomposte nelle quali l’immagine si struttura e scompone a seconda del punto di vista dell’osservatore: tali opere, definite “transizioni”, sono realizzate secondo uno stile denominato GENS1 (acronimo di Generative Stratifications Style), che prevede l’uso del riciclo come principio virtuoso che genera valore artistico mediante l’uso di scarti di vario tipo.

Atleta, ex campione d’Italia di judo, membro dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, ha tratto ispirazione dalle discipline marziali fondendole con le proprie radici umanistiche per il raggiungimento della qualità in ogni attività della vita e dell’arte, secondo un principio di eccellenza. Il rapporto fra arte e judo è un dialogo sempre presente nella ricerca artistica, che appare sotto forma di aspetti concettuali che vengono traslati nella materia pittorica o, talvolta, usati come isolate affermazioni di pensiero.

Il forte legame con Firenze si riflette da sempre nel suo stile artistico ma anche nella vita privata, per il suo ruolo di appartenenza alle maggiori istituzioni storiche e culturali della città e per il suo passato nel gioco del calcio in livrea, come calciante di parte bianca per il quartiere di Santo Spirito.


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