Ugo Attardi – L’uomo dei dolori

Ugo Attardi – L’uomo dei dolori

Attardi Ugo

Scultura originale a tuttotondo in bronzo eseguita a cera persain refrattario ceramico della Fonderia Venturi Arte rifinita a cesello e patinata a fuoco a toni sfumati a mano. Tiratura limitata a 75 esemplari numerati da 1/75 a 75/75 e da 25 esemplari numerati da I/XXV a XXV/XXV. Da sempre la figura umana è stata al […]

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DESCRIZIONE

Scultura originale a tuttotondo in bronzo eseguita a cera persain refrattario ceramico della Fonderia Venturi Arte rifinita a cesello e patinata a fuoco a toni sfumati a mano. Tiratura limitata a 75 esemplari numerati da 1/75 a 75/75 e da 25 esemplari numerati da I/XXV a XXV/XXV.

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione del nudo è la massima espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, il nudo è stato protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel Cubismo, nell’Espressionismo e nel Surrealismo. Nello specifico, la scultura in oggetto, come ci informa il titolo, non è altro che una rappresentazione di Cristo. “Vir Dolorum” ovvero Uomo dei Dolori è un appellativo di Cristo molto usato nelle opere d’arte medievali. Opere nelle quali il corpo di Cristo veniva ostentato come immagine salvifica e redentrice. Quella realizzata da Attardi, dunque, potrebbe essere considerata una crocifissione ridotta all’essenziale, dove tutto l’interesse viene spostato proprio sul corpo di Cristo come nella tradizione iconografica del Vir Dolorum.

Questa scultura risulta molto interessante per apprezzare lo studio dell’artista Ugo Attardi nei confronti della figura umana. Per Attardi la base resta sempre la realtà di una raffigurazione concreta e tangibile, immediatamente rapportabile con il soggetto. Ma l’artista, allo stesso tempo, sente il bisogno di andare oltre la mera realtà fenomenica e integrarla con la propria soggettività. Per questo la figura subisce delle deformazioni antinaturalistiche che però hanno un ruolo fondamentale in chiave espressiva. In questo caso il dinamismo viene raggiunto tramite una forma allungata che supera qualsiasi legge naturale e va interpretata totalmente in una chiave estetica. Tipico di Attardi è poi abbozzare le forme in modo sommario e sintetico, dando un carattere iconico all’opera. A livello compositivo la figura si inscrive in un ideale triangolo che garantisce all’insieme un senso di compiuta perfezione ed armonia delle parti. In questo intento Attardi si ricollega con la più alta tradizione rinascimentale integrandola con la propria concezione moderna, espressionistica, del fare scultoreo.

Ugo Attardi, nato a Sori nel 1923 e scomparso a Roma nel 2006 è stato un pittore e uno scultore. Dopo un inizio di carriera astratto, in cui aveva aderito al gruppo Forma 1, negli anni ’50 si orienta verso l’Espressionismo, ispirandosi a Bacon e a Grosz. Ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma ed ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.


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