Ugo Maffi – Lettera di una Regina dimenticata

Ugo Maffi – Lettera di una Regina dimenticata

Maffi Ugo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70
  • Anno: 1986

  • Codice prodotto: CALB002

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DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto concerne il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere.

La produzione pittorica di Ugo Maffi solitamente si basa su una commistione di elementi figurativi ad altri astratti. In molte delle sue opere prevale del tutto la componente segnica-gestuale, connotando definitivamente la sua poetica dell’incomunicabilità tipica dell’informale. Anche dal punto di vista dell’esecuzione l’artista adotta una stesura decisamente gestuale, espressionista-astratta. Prevale, così, il carattere ermetico di questa rappresentazione, che trasfigura la percezione del pittore in un sistema di segni che non lascia punti di riferimento allo spettatore. Altra componente fondamentale, nella ricerca di Ugo Maffi, è quella cromatica, laddove la superficie pittorica viene intonata ad un colore predominante o calibrata su eleganti armonie dal significato profondamente spirituale.

Ugo Maffi è nato a Lodi nel 1939, dove vive e lavora. Pittore, incisore e ceramografo. E’ stato allievo di Oskar Kokoschka, quindi ha seguito corsi di litografia e per qualche anno l’Accademia di BelIle Arti. Inserito nel “Dizionario – guida ai pittori e scultori moderni e contemporanei”, edito da “Il Mondo” e da Capital” nel 1981. Segnalato Bolaffi-Mondadori per la Pittura da Enzo Carli nel 1985. Segnalato sul “Giornale dell’arte – gennaio 1995” come miglior pittore italiano per il 1994 da Enzo Carli. Come ceramografo continua la tradizione lodigiana innervandola di nuove ricerche; sua tra le altre la stele in ceramica policroma e cemento graffito, di grandi dimensioni, dedicate alla Resistenza e sita nel centro deIla Città di Lodi, 1983.


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