Ugo Tapparini – Senza titolo

Ugo Tapparini – Senza titolo

Tapparini Ugo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 80x80
  • Anno: 2003

  • Codice prodotto: ppec002

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DESCRIZIONE

L’ironia caricaturale che sta alla base della produzione pittorica di Ugo Tapparini non risparmia neanche generi tradizionali come quello della natura morta. Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. Nel suo spirito caricaturale la natura morta di Tapparini vede come protagonista una testa di maiale, che l’artista può gonfiare all’inverosimile come di consueto nei soggetti da lui elaborati.

La rappresentazione della vita quotidiana, in Ugo Tapparini, ha un carattere ironico, grottesco, probabilmente con diverse interpretazioni allegoriche e satiriche. Il linguaggio usato ha delle forti connessioni con la corrente artistica della Nuova Oggettività tedesca. Vi è lo stesso modo semplificato e infantile di interpretare un realismo basato sulla caricatura. Troviamo lo stesso carattere cinico di pittori come George Grosz o Otto Dix nello sferzare la propria società con una lucida ironia. Altro punto di riferimento importante, per Tapparini, è il colombiano Fernando Botero, con il quale ha in comune l’attitudine di gonfiare le forme dei suoi soggetti. Tuttavia, sia rispetto ai tedeschi che rispetto a Botero, Tapparini rinuncia al marcato plasticismo di quest’ultimi per propendere per un modulo espressivo diverso. Possiamo ammirare pienamente, dal punto di vista formale, la forza espressiva della linea nera, marcata e vibrante che sintetizza i soggetti con pochi tratti. La tavolozza di Tapparini, inoltre, si attesta su tonalità pure, di una brillantezza primaria, che generano equilibrati contrasti.

Ugo Tapparini è nato a Lecce nel 1933 da una famiglia veronese ed è scomparso nel 2016. Fin da giovanissimo Tapparini vive in un ambiente strettamente legato alla cultura e all’arte. La madre era scrittrice e pittrice e lo zio poeta. Inizialmente si trasferisce a Roma per dare vita alla sua carriera da giornalista. A Lecce, poi, ebbe negli anni ’70 un ruolo significativo nella nascita del primo canale di televisione privato locale, insieme al regista Angelo Barbano. Hanno scritto di lui Paolo Rizzi, Pietro Marino, Marco Ramperti, Giulio Carlo Argan, Giorgio Mascherpa, Mario Soldati, Mario Monteverdi, Bolaffi Arte.


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