Valentino Ghiglia – Paniere di pesche

Valentino Ghiglia – Paniere di pesche

Ghiglia Valentino

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 60x50

  • Codice prodotto: LSTR002

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. La produzione artistica del pittore Valentino Ghiglia, al quale l’opera è stata attribuita, vede un ingente numero di nature morte. L’artista focalizzò la propria ricerca su questo genere tradizionale per sviluppare il suo rapporto con la realtà ed il suo gusto per la forma.

L’opera è tipica dell’interpretazione del genere della natura morta da parte dell’artista Valentino Ghiglia. In particolare quest’opera ci mostra una fase in cui quest’artista sembra avvicinarsi molto al cosiddetto clima di “ritorno all’ordine” che investì la pittura italiana verso la metà del XX secolo e portò alla nascita del gruppo “Valori plastici” e, conseguentemente, del movimento novecentista. In questa fase della carriera pittorica, dunque, notiamo uno spiccato interesse da parte di Valentino Ghiglia per l’esaltazione dei valori plastici e, in generale, per la cura formale dell’opera. Gli oggetti della natura morta sono rappresentati in una forma nitida, quasi con un rigore geometrico derivante anche dal rifarsi ai modelli della pittura umanistica quattrocentesca. Questo spiccato razionalismo nell’interpretazione della realtà, tuttavia, introduce una componente quasi metafisica, squisitamente moderna, tipica del clima pittorico in cui quest’opera va inserita. Nonostante ciò va detto che, grazie all’eccellente qualità pittorica di Valentino Ghiglia, la fedeltà al dato realistico rimane impeccabile. L’artista instaura un rapporto diretto con gli oggetti e, nonostante l’accentuato rigore formale, riesce a renderli vivi. Questo grazie alla stesura del colore che, pur mantenendo intatta la forma plastica delle cose, introduce un leggero atmosferismo, quanto basta per dare freschezza all’esecuzione. In questo senso risulta molto suggestiva anche l’azione della luce che si riflette sugli oggetti con effetti di grande naturalezza.

Valentino Ghiglia, artista nato a Maiano di Fiesole nel 1903 e scomparso a Firenze nel 1960. Cominciò a dipingere assieme al fratello minore Paulo Ghiglia, ritrattista, nonostante il padre Oscar, pittore già affermato, li contrastasse; successivamente egli comprese la passione dei due fratelli e giunse ad esporre insieme a loro. La prima mostra personale di Valentino si svolse nel 1929 a Milano presso la Galleria Pesaro. Dopo questo esordio cominciò a partecipare a parecchie mostre sindacali e intersindacali, alle Quadriennali di Roma, Trieste e Firenze. La sua produzione più caratteristica ed apprezzata riproduce paesaggi nordici e vedute caratteristiche di Parigi. Sono ricercate anche le nature morte, fiori e tralci con frutti, non privi di affinità con l’arte giapponese


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