Valeriano Trubbiani – La crisalide

Valeriano Trubbiani – La crisalide

Trubbiani Valeriano

  • Tecnica: Scultura in ferro
  • Dimensione: 14,5x14,5 (base)

  • Codice prodotto: CMEN004

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DESCRIZIONE

La scultura a noi presentata porta il nome Crisalide. Normalmente la crisalide, stato larvale dello sviluppo di una farfalla, ha una connotazione positiva. Viene vista metaforicamente come un insieme di potenzialità e bellezza pronte a sfaldarsi in tutto il loro splendore. In questo caso però Trubbiani presta però questa metafora che narra le fasi di uno sviluppo per inglobarla nella sua particolare filosofia che affronta guerra e violenza. Questa crisalide infatti sembra uno strumento rigido, di difficile comprensione, di metallo a vista con sporgenze pungenti come se fosse un simbolo di violenza che si sviluppa insieme al progresso.

L’opera di Trubbiani presenta a pieno la sua concezione del mondo che analizza con distacco e curiosità ma anche una certa repulsione per il mondo che si trova ad affrontare. La scultura è interamente resa in ferro battuto. Sembra in equilibrio precario in quanto l’insieme principale si regge su una sottile colonnina portante. La parte alta è un vortice di vari elementi che si aggirano intorno a un punto focale dal quale escono degli elementi in ferro come una corona di spine. Realizza così un insieme precario che traspare l’idea della caducità della vita.

Valeriano Trubbiani nasce a Macerata nel 1937. Sin da giovane si appassiona all’arte in tutte le sue forme ed inizia negli anni Cinquanta a lavorare i metalli nella bottega paterna. Nel 1956 si diploma all’Istituto d’Arte di Macerata e subito dopo inizia ad esporre le sue prime opere pittoriche e scultoree in mostre personali. Successivamente, nel 1959, si sposta a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Negli anni Sessanta intensifica la produzione scultorea, lavorando nella bottega del padre, e la affianca alla scenografia e alla grafica. In questi anni matura la sua poetica visiva, per la quale l’arte deve provocare ferite e quindi approfondisce tematiche come città assediate, la crudeltà della tecnologia, bestiari e racconti favolistici che trattano elementi di situazioni belliche. Negli anni seguenti partecipa a varie mostre nazionali e internazionali tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Negli anno Ottanta affronta un ciclo dedicato ai “Racconti di mare”. Diventa successivamente docente di scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ma rifiuta la nomina a direttore della stessa. Il maestro si spegne nel 2020.


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