Walter Molino – Arlecchino con sfondo di Venezia

Walter Molino – Arlecchino con sfondo di Venezia

Molino Walter

  • Tecnica: Tempera su carta
  • Dimensione: 35x50
  • Anno: 1986

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: MSOR001

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DESCRIZIONE

Fin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita quotidiana, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della maschera hanno iniziato ad avere grande fortuna, in quanto funzionali nell’elaborazione di iconografie complesse, dai significati reconditi e misteriosi. Possiamo citare come esempio le figure di artisti e di arlecchini immortalate da Picasso nei suoi periodi “blu” e “rosa”. Con questo Arlecchino Walter Molino vuole rendere omaggio al Carnevale di Venezia.

Le opere di Walter Molino rientrano nell’ambito della pittura di genere non solo per i soggetti scelti, ovvero scene e personaggi di carattere popolare, ma anche per il linguaggio oggettivo e altamente didascalico che il pittore usa. L’impostazione dell’opera è sempre figurativa in inquadrature chiare, dove Molino mostra tutta la sua abilità nell’ottenere una perfetta resa realistica in una rappresentazione ricca di dettagli e di particolari aneddotici. Il tutto senza usare filtri idealizzanti, ma in un tipo di rappresentazione spontanea che ci restituisce la realtà così com’è. C’è uno straordinario uso della luce che Molino esplica finalizzato a costruire la prospettiva aerea. La pennellata mostra un certo livello di sintesi, senza mai compromettere la chiarezza del racconto aneddotico e realista, ma quanto basta per infondere alla scena un delicato lirismo esaltato dalla luce.

Walter Molino (Reggio nell’Emilia, 1915 – Milano, 1997). Quando la famiglia si trasferisce a Milano, quindicenne pubblica i primi schizzi sul giornale Libro e moschetto; notato da Benito Mussolini, viene chiamato per realizzare vignette satiriche sul quotidiano Il Popolo d’Italia, organo del Partito nazionale fascista. Nel 1935, esordisce sui settimanali popolari della Casa Editrice Universo di proprietà dei fratelli Domenico Del Duca e Cino Del Duca: Il Monello, Intrepido e Giovinetto. Nel 1937, collabora al periodico Argentovivo! dell’editore Enrico De Seta, disegnando vari fumetti, iniziando con Dove svolazza il farfallelefante.Contribuisce a Bertoldo (1936/1943) e a Marc’Aurelio (1931/1973), entrambi giornali satirici nei quali si distingue per le figure di donnine particolarmente provocanti.


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