Le mani di Lorenzo Quinn su Venezia

Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo farlo insieme!

Lorenzo Quinn è il quinto figlio del famosissimo attore hollywoodiano Anthony Quinn.

Nato a Roma, è cresciuto tra il nostro Paese e gli Stati Uniti, ma ora vive in Spagna.

Si approccia all’arte verso gli inizi degli anni ’80, per poi avere una carriera da attore e approdare alla scultura, che è ciò per cui forse più lo conosciamo.

Sue sono le due mani di bambino che emergevano dal Canal Grande a “sorreggere” dal maggio del 2017, uno dei palazzi veneziani, Ca ‘Sagredo.

L’opera, davvero molto d’impatto per significato e dimensioni, era stata installata nel sestriere di Cannaregio, in concomitanza con la 57esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, col titolo di “SUPPORT”.

In occasione invece della Biennale di Venezia di quest’anno, in essere dall’11 maggio al 24 novembre, a Lorenzo Quinn sono state commissionate sei paia di mani.

Le sue sono gigantesche e monumentali  realizzazioni a forma di braccia, con mani che si stringono l’un l’altra.

Il progetto si chiama Building Bridges e simboleggia la comunanza attraverso le sei mani, ovvero i sei valori universali dell’umanità: Amicizia, Fede, Aiuto, Amore, Speranza e Saggezza.

Sei mani umane giunte a creare un ponte, cioè un qualcosa che ci avvicina, che elimina le distanze, le differenze.

Mani che pregano, amano, accarezzano, lavorano. È un’opera che chiede e genera azione.

Ha dichiarato Quinn che “solo unendo le nostre culture, la nostra forza, solo insieme possiamo fare qualcosa, l’umanità unita ha sempre dato dimostrazione di poter fare grandi cose!”

I pezzi che compongono l’opera d’arte sono stati realizzati a Valencia (nello studio di 3mila metri quadrati per 15 di altezza di Quinn non entravano) e trasportati per nave fino a Genova, poi con 18 camion da Genova a Marghera per esser collocati dove li possiamo trovare nella loro interezza, all’Arsenale di Venezia.

La cerimonia di apertura è stata trionfale, con un concerto di Andrea Bocelli, bambini sventolanti bandierine di ogni Paese del mondo e la sexy pianista, star di Instagram, Lola Astanova.

Voglio che le mie opere monumentali abbiano ancora più effetto sul pubblico. Nel momento in cui la scultura entra nello spazio comune, non è più mia. La mia proprietà cessa e diventa quella della gente”.

Dunque, seppur passando attraverso qualche polemica, ad oggi possiamo recarci in Laguna e ammirare le giovani e gigantesche mani di Lorenzo Quinn.

 

 

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