Michael Eldridge – Paesaggi sensoriali

Michael Eldridge

Il 24 Ottobre presso la Azzolino Art Gallery, il VQ Point della Capitale, inaugurerà la mostra personale di Michael Eldridge.

Scopriamo di più sull’artista!

Michael Eldridge è un pittore e fotografo originario di Londra, ora residente nelle Marche.

La ricerca artistica di Eldridge conduce ad una raffinata sintesi pittorica che unisce in una perfetta simbiosi la pittura di paesaggio alle istanze di un’estetica pienamente espressionista-astratta.

La natura è, infatti, il punto di partenza di Eldridge, o meglio è ciò che ha intorno e che lo ispira: la campagna marchigiana dai monti Sibillini fino al mare Adriatico, passando per le placide curve delle colline e i colori dei vigneti e dei campi coltivati.

Questo preziosissimo materiale viene rielaborato dalla creatività dell’artista in una sintesi potente che vede come protagonisti assoluti il colore ed il gesto pittorico.

Eldridge arriva ad un compendio del paesaggio marchigiano in cui la forma (naturalistica) cede il passo ad una trasposizione spirituale della realtà che si realizza nella portata energicamente simbolica della composizione cromatica.

Quello di Michael Eldridge risulterebbe, dunque, un linguaggio che si basa su una visione decisamente interiorizzata della natura il quale mette da parte i dati sensibili per portare alla ribalta la purezza delle emozioni.

Tuttavia le opere dell’artista inglese, paradossalmente, comunicano un senso di oggettività che si traduce in un bisogno di concretizzare la realtà fenomenica mediante forme (o non forme) e colori cha abbiano una valenza assoluta.

Si riconosce anche lo sguardo del fotografo, in questo passaggio, il quale filtra tutto ciò che vede in un gioco di equilibri di luce e di struttura.

Ed è esattamente quello che avviene nei dipinti di Michael Eldridge: la bellezza del paesaggio viene trascesa nell’armonia di una composizione dai valori estetici oggettivi.

La quale può virare decisamente verso un tipo di estetica informale come nella serie delle “Sibilla Night”: in queste opere prevale l’azione pittorica basata sul confronto di zone cromatiche ondulate, dai contorni incerti, vive e frementi. Il ductus, infatti, è dinamico, carico di vigore espressivo.

 

Michael Eldridge

Michael Eldridge – Sibilla summer night

 

Protagonista è il blu intenso che ritroviamo anche nella serie dedicata all’Adriatico (“Adriatico” e “Adriatico mare”), nelle quali la densità cromatica ci accompagna alla scoperta di abissi ancora inesplorati.

 

Michael Eldridge

Michael Eldridge – Adriatico mare

 

Ad illuminare quel blu profondo, quasi impenetrabile, troviamo entità piene di luce la cui natura è sospesa tra l’organico ed il geometrico (il pensiero ci conduce alle ibridazioni tra i due poli create da Paul Klee, la cui vicinanza si intuisce anche per l’esuberanza cromatica).

In altre opere prevale, invece, un senso più strutturale della composizione, vicino, per esempio, a quello di Mark Rothko. Lo notiamo in dipinti come “Adriatico summer”, “Swing” o, soprattutto, l’esotica “Karoo”, dove la superficie del dipinto viene organizzata per grandi fasce cromatiche in un gioco calcolato di equilibri, richiami e piccole dissonanze.

In questi lavori, rispetto al blu profondo, prevalgono tonalità calde e avvolgenti di rossi ed arancioni dimostrando, il pittore, di essere in grado di modulare atmosfere e vibrazioni di tipo diverso.

Perché l’intento di Michael Eldridge è esattamente quello di realizzare, nelle sue opere, un linguaggio espressionista che comunichi al fruitore, tramite elementi oggettivi di colore e struttura, la piena esperienza sensoriale del paesaggio.

 

 

Testo a cura di Ugo Mancini

 

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