Attribuito a Fedele Fischetti – Allegoria d’estate

Attribuito a Fedele Fischetti – Allegoria d’estate

Fischetti Fedele

l dipinto raffigura un’allegoria dell’estate. Sin dall’inizio del periodo rinascimentale cresce l’importanza di figure allegoriche e mitologiche. Mentre fino al rinascimento le opere d’arte erano spesso di facile lettura, con l’aumento di illustri intellettuali nasce anche il piacere della scoperta. Proprio per questo motivo molti nobili si dilettarono a far creare scene dedotte dalle antiche […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: Diametro 90 cm

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: CIMP001

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DESCRIZIONE

l dipinto raffigura un’allegoria dell’estate. Sin dall’inizio del periodo rinascimentale cresce l’importanza di figure allegoriche e mitologiche. Mentre fino al rinascimento le opere d’arte erano spesso di facile lettura, con l’aumento di illustri intellettuali nasce anche il piacere della scoperta. Proprio per questo motivo molti nobili si dilettarono a far creare scene dedotte dalle antiche scritture in modo tale che, nel contesto di connubi e banchetti, i letterati potessero discutere dei significati sottintesi delle opere raffigurate. In questo caso, dove l’allegoria è quella dell’estate, troviamo precedenti sin dal medioevo. Mentre allora la figura principale era facilmente riconoscibile perché la modalità di esibire gli attributi connotanti in maniera evidente, man mano che avanzano i secoli gli attributi calano in secondo piano. Anche qui si denota in primis il gioco dei piccoli putti e solo in un secondo istante l’occhio cade sulle spighe di grano.

Il dipinto è reso con uno stile pittoresco ed elegante, creando così una scena ariosa e graziosa. Siamo nell’epoca in cui si va dal rococò verso la pittura più classicista. In questo caso il classicismo lo troviamo più che altro nei soggetti raffigurati. La scena è molto movimentata, creando una composizione animata e quasi teatrale che fa intuire il gioco tra i putti. Il colore sembra quasi diluito, steso con delle pennellate veloci e decise e colori delicati. Il pittore riesce, nonostante la scena che espone pochi elementi, a dare profondità all’immagine grazie alla disposizione dei putti.

Il dipinto viene accompagnato da una lettera manoscritta di Vincenzo Pacelli. Fedele Fischetti nasce a Napoli il 30 marzo 1732. L’inizio della sua produzione è fortemente legato alla pittura romana del primo Settecento, soprattutto quella di Pompeo Batoni.  Traduce il tutto in un linguaggio napoletano, quindi più decorativo e aereo. Da questo legame col mondo pittorico romano molti deducono che egli abbia fatto un viaggio di studi che l’ha portato nella città eterna.  Le sue prime opere, eseguite intorno al 1760, decorano la chiesa dello Spirito Santo di Napoli e raffigurano la Caduta di Simon Mago, La caduta di Saul e la Presentazione al tempio. Poco dopo gli arriva un’importante commissione: gli viene affidata la decorazione della Chiesa di Santa Caterina a Napoli. In questa chiesa dipinge non solo la navata ma anche altre scene con episodi della vita della Santa. Le sue opere giovanili sono improntate da un forte classicismo ed è per questo che catturano l’attenzione di Luigi Vanvitelli, così il famoso architetto vedutista lo chiama per affrescare diversi Palazzi nobiliari. Inoltre, dal 1771, sempre su suggerimento di Vanvitelli, inizia a far parte dell’equipe di pittori che decorano la Reggia di Caserta. In età avanzata, negli anni Novanta, adatta il suo linguaggio espressivo alle nuove esigenze neoclassiche, si libera dai legami con la tradizione per effettuare delle opere da una rinnovata intensità.


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