Bolzoni – Dualismo: il giorno e la notte,  la terra e il mare, il positivo e il negativo.

Bolzoni – Dualismo: il giorno e la notte, la terra e il mare, il positivo e il negativo.

Bolzoni

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano o materiale di scarto come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette […]

  • Tecnica: Tessuto su fil di ferro
  • Dimensione: 220x150

  • Codice prodotto: EALE001

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DESCRIZIONE

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano o materiale di scarto come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette nella grande influenza esercitata dall’Espressionismo Astratto che portò a riconfigurare gli oggetti con nuovi linguaggi e nuovi stimoli. In questa opera la ricerca e la sperimentazione su materiali inusuali nella composizione dell’opera d’arte si unisce piuttosto ad tendenza geometrica che si richiama esplicitamente al primo astrattismo. Altra fonte di ispirazione di Bolzoni nell’elaborazione di questa opera sono state anche le figure grottesche dei “Generali” di Enrico Baj, dei quali riprende la policromia molto accentuata ma destrutturando la figurazione in chiave astrattista.

Nella composizione di questa opera l’artista Bolzoni unisce diverse istanze artistiche in una maniera molto creativa e stimolante. L’assemblaggio di pezzi di tessuto mediante l’uso del fil di ferro è in piena linea con le poetiche neo dadaiste e quelle della nostrana Arte Povera che vedevano nel reimpiego di materiali di scarto della società consumistica una critica a quella stessa società, ma anche la volontà di elevare l’oggetto di uso comune ad opera d’arte. Consequenzialmente ne deriva una approfondita ricerca su materiali e supporti del tutto nuovi nel processo creativo che, come nel presente lavoro, hanno anche la caratteristica di trasferire direttamente nell’opera l’accidentalità del reale. I materiali non sono dipinti, sono veri e sfondano definitivamente la bidimensionalità del quadro per invadere la realtà dello spettatore. Tutta questo concettualizzazione formale viene contestualizzata da Bolzoni secondo la propria chiave estetica che si richiama all’Astrattismo storico di Kandiskij. I pezzi di tessuto vengono lavorati al fine di creare una composizione di forme pure e colori puri che ricostruisca l’intera percezione del reale in forme geometriche e meccaniche.

Come possiamo constatare dall’analisi di questa opera l’artista Bolzoni si caratterizza per una ricerca sperimentale molto originale che trova le sue radici nelle poetiche dell’oggetto del New Dada e dell’Arte povera ed in un’estetica meccanico-geometrica che si ricollega al primo Astrattismo.


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