Fabio Aguzzi – Cestino ovale con pere

Fabio Aguzzi – Cestino ovale con pere

Aguzzi Fabio

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette nella grande influenza esercitata […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 40x70

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: MGAM001

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DESCRIZIONE

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette nella grande influenza esercitata dall’Espressionismo Astratto che portò a riconfigurare gli oggetti con nuovi linguaggi e nuovi stimoli. La produzione pittorica di Fabio Aguzzi si ispira a questo tipo di poetica, nella riproduzione di semplici oggetti, i quali sono i protagonisti delle sue opere. La sua poetica, tuttavia, si esprime in una riflessione sulla rappresentazione stessa dell’oggetto, in un iperrealismo provocatoriamente illusorio.

Anche se l’oggetto è protagonista nelle opere di Fabio Aguzzi la sua concezione pittorica si distacca dalle poetiche New Dada per quanto riguarda la veste formale dei suoi dipinti. Infatti la forma perseguita da questo artista si riconosce in un linguaggio squisitamente iperrealista. L’oggetto viene riprodotto in maniera impeccabile. Tuttavia l’iperrealismo di Fabio Aguzzi nasconde in sé una raffinatissima provocazione. La sua non è una riproduzione fotografica della realtà, ma piuttosto una rappresentazione asciutta e volutamente illusoria che guarda sicuramente a Renè Magritte. Per questo le sue opere, se non possono essere considerate surrealiste come per il maestro belga, dobbiamo comunque annoverarle in un ambito metafisico o, meglio ancora, di realismo magico. La provocazione illusoria di Aguzzi, poi, diviene ancora più raffinata grazie alla sua interpretazione. Infatti, benché la rappresentazione sia assolutamente fedele alla realtà, la sua stesura immette degli effetti pittorici, quasi impercettibili, che connotano il soggetto di leggere vibrazioni che solo la pittura può trasmettere. Importantissima, infine, è la ricerca sulla luce, che è sempre al centro del lavoro di questo pittore. Con la sua pennellata Aguzzi rivela gli effetti della luce incidente sugli oggetti e misura lo spazio decontestualizzato dell’opera.

Fabio Aguzzi è stato un pittore nato a Milano nel 1953 e scomparso a Vidigulfo nel 2016. Si è formato presso l’Accademia di Brera. Durante la sua carriera sono molteplici i soggetti che animano le sue opere, mostrando sempre un interesse per il realismo magico di Felice Casorati. A partire dagli anni ’90 inizia la sua famosa serie degli oggetti. Fabio Aguzzi ha esposto le sue opere in numerose mostre in tutta Italia.

Natura morta con frutta.


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