Fulvio Calingiuri – Arlecchino

Fulvio Calingiuri – Arlecchino

Calingiuri Fulvio

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: BMAT0023

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DESCRIZIONE

Fin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita borghese, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della maschera hanno iniziato ad avere grande fortuna, in quanto funzionali nell’elaborazione di iconografie complesse, dai significati reconditi e misteriosi. Possiamo citare come esempio le figure di artisti e di arlecchini immortalate da Picasso nei suoi periodi “blu” e “rosa”. Durante gli anni ’70 e ’80 del Novecento è diventato un vero e proprio genere praticato da molti pittori, che hanno incentrato il loro interesse soprattutto verso la figura del clown o dell’arlecchino.

L’arlecchino, figura dai connotati simbolisti, non fa riferimento ad una resa naturalistica. Infatti a Calugiuri non interessa la riproduzione dal vero, egli focalizza la sua attenzione sull’esaltazione dei valori formali e del plasticismo. In questo senso è eccellente la tecnica di questo artista nel riprodurre una figura quasi scultorea, percorsa da riverberi e riflessi di luce. Dal punto di vista concettuale la rappresentazione acquisisce un’atmosfera enigmatica, che le pone in una raffinata dimensione simbolista. Completano, i dipinti di Fulvio Caligiuri, gli spazi astratti che presentano composizioni di gusto geometrico, quasi dei mosaici riflettenti al luce.

Fulvio Caligiuri (Ceccano 1930, Roma 2011). Pittore e disegnatore, figurativo lirico ed espressionista. Ha esposto a Roma, Londra, Parigi, New York, Melbourne, Toronto. Tra le ultime personali ricordiamo: “L’Agostiniana” (Roma); “Il Duomo” (Rieti); “Il Mondo dell’Arte” (Fiuggi). Negli anni ’50, pur continuando gli studi e praticando vari sport, esponeva già le proprie opere in gallerie e manifestazioni artistiche della capitale. I consensi furono tali da permettergli, negli anni ’60, di dedicarsi professionalmente all’arte. Negli anni ’73 ’74, ha diretto la libera “Accademia Internazionale del nudo”. Ha ricevuto importanti commissioni da Enti religiosi, tra cui “L’Agape Fraterna”, cinque opere dai “Padri Scolopi”, una delle quali raffigurante il fondatore San Giuseppe Calasanzio, é esposta presso il Museo Storico dei “Padri Scolopi”, in Cracovia”.


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