Lucio Bernardi – Senza titolo

Lucio Bernardi – Senza titolo

Bernardi Lucio

  • Tecnica: Tecnica mista
  • Dimensione: 60x70

  • Codice prodotto: ECHE006

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DESCRIZIONE

L’estetica surrealista nasce intorno agli anni ’20 del XX secolo includendo tutti i campi della ricerca artistica. Per quanto riguarda un discorso legato più propriamente alle arti visive, il surrealismo si pone come volontà di indagare il subconscio umano e riversarlo sull’opera d’arte attraverso un procedimento di scrittura meccanica basato sull’analisi dei sogni. Di conseguenza le opere d’arte surrealiste propongono la rappresentazione di una dimensione onirica, completamente dissociata dalla realtà. Tuttavia, spesso, tale rappresentazione si appoggia ad una resa formale di carattere iperrealista, proprio per accentuare, paradossalmente il carattere illusorio e ambiguo della dimensione surreale.

L’artista Lucio Bernardi ha esplorato, durante la sua carriera, diversi registri stilistici, tra cui quello surrealista. In questo tipo di estetica l’artista romagnolo mostra di rifarsi fedelmente all’avanguardia storica ed alla figura di Salvador Dalì in particolare. Infatti, come nel maestro catalano le opere surreali di Bernardi sono il risultato di un mix di libere associazioni, dove al citazionismo culturale si affiancano paesaggi astratti e metafisici. Anche dal punto di vista formale Bernardi segue con molta coerenza la scuola surrealista, rendendo paradossalmente concrete le sue visioni. Gli oggetti sono trattati con un iperrealismo che ne esalta il plasticismo e vi è una cura maniacale nella rappresentazione dei dettagli in un’ostentata simmetria.

Nato nel 1919, Bernardi inizia ad operare nel fervido ambiente artistico santarcangiolese della fine degli anni ’40, animato da Tonino Guerra, Federico Moroni, Giulio Turci e a quel tempo frequentato, tra gli altri, da Alberto Sughi, Marcello Muccini e Renzo Vespignani. Dal 1956 ha un laboratorio di ceramica in via dei Nobili a Santarcangelo. Espone a Milano nel 1964 e nel 1969, a Bologna e a New York nel 1965, poi a Bari nell’89. Dalla metà degli anni Sessanta si interessa di incisione partecipando con altri artisti santarcangiolesi alle collettive di Belgrado e di Mostar. Pur continuando a disegnare, dipingere a olio e all’acquerello ritratti, ironici di personaggi femminili in abiti discinti, gruppi in posa e nature morte, Bernardi sfrutta materiali inusuali per realizzare “invenzioni” di grande suggestione. Nascono così collages con carte antiche, visi e figure tridimensionali, sassi di fiume dipinti e piccole e curiose sculture.


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