PEPERONCINI - RENATO GUTTUSO
PEPERONCINI - RENATO GUTTUSO
SKU:MSMA001
50X70
Bonifico bancario
Condividi questo prodotto
Caratteristiche
Caratteristiche
Certificato: Si
Stato di conservazione: Buono
Tiratura: PDA
Formato: Medio (40-100cm)
Orientamento: Verticale
Supporto: Altro
Soggetto: Paesaggio con figure
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera
Aldo Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987) è stato un pittore e politico italiano, impropriamente indicato come esponente del realismo socialista, protagonista della pittura neorealista italiana che si espresse negli artisti del Fronte Nuovo delle Arti[1], senatore dal 1976 al 1983. Figlio di Gioacchino (1865-1940), agrimensore e acquerellista dilettante, e di Giuseppina d'Amico (1874-1945) – che preferirono denunciare la nascita a Palermo il 2 gennaio 1912 per contrasti con l'amministrazione comunale di Bagheria dovuti alle idee liberali dei coniugi[2] – il piccolo Renato manifestò precocemente la sua predisposizione alla pittura. Influenzato dall'hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi nonché della bottega del pittore di carri Emilio Murdolo, il giovane Renato incominciò appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si trattava per lo più di copie (paesaggisti siciliani dell'Ottocento ma anche pittori francesi come Millet o artisti contemporanei come Carrà), ma non mancavano ritratti originali. Durante l'adolescenza cominciò anche a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928, appena diciassettenne partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo. La sua arte, legata all'espressionismo, fu caratterizzata anche dal forte impegno sociale[3], che lo portò altresì all'esperienza politica come senatore del Partito Comunista Italiano per due legislature, durante la segreteria di Enrico Berlinguer.
Biografia
Renato Guttuso nacque il giorno di santo Stefano del 1911 nella cittadina siciliana di Bagheria. Il padre, il cavaliere Gioacchino Guttuso, era agrimensore e di lui, nella collezione donata al Comune di Bagheria, esistono vari ritratti: il primo, addirittura risalente al 1925, dimostra il genio precoce dell'artista; altri con riga e squadra, ne sottolineano la professione e l'ammirazione per l'uomo tutto d'un pezzo appassionato di lettere e di arti, con il culto della libertà trasmessagli dal padre Ciro, che aveva combattuto con Garibaldi. L'adolescenza borghese fu fitta di stimoli per il futuro pittore.
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1935 a Milano per il servizio militare, Guttuso conobbe Manzù, Birolli, Fontana, Antonio Banfi. Nel corso di quel soggiorno non mancava però di tornare in estate a Bagheria dove maturò la sua arte "sociale", con un impegno morale e politico via via più scoperto, che si rivelava in quadri come la citata Fucilazione in Campagna, fra il 1937 e il '38, Fuga dall'Etna in due stesure, per poi consacrarsi alcuni anni dopo in opere rappresentative della massima espressione del realismo sociale di Guttuso come La Spiaggia (1955) e Carretti a Bagheria (1956). Rifiutato ogni canone accademico, con le figure libere nello spazio o la ricerca del puro senso del colore, Guttuso s'inserì nel movimento artistico "Corrente". Nel 1937 a Napoli, Guttuso si classifica al secondo posto per la critica d'arte ai Littoriali della cultura e dell'arte. In quelli del 1938, a Palermo, si presenta necessariamente in divisa del GUF e concorre con il quadro Fucilazione in campagna, dedicato al poeta García Lorca, fucilato dai franchisti[4]. Nel 1937 si trasferì definitivamente a Roma, con studio in via Pompeo Magno dove, per l'esuberanza di vita, l'amico Mazzacurati lo soprannominò scherzosamente "Sfrenato Guttuso" e frequentò l'ambiente artistico romano di tendenza antinovecentista: Sebastiano Carta, Alberto Ziveri, Antonietta Raphaël, Mario Mafai, Marino Mazzacurati, Pericle Fazzini, Corrado Cagli, Toti Scialoja, Filiberto Sbardella, e si tenne anche in contatto col gruppo milanese di Ernesto Treccani, Giacomo Manzù, Aligi Sassu. Strinse amicizia con Antonello Trombadori, giovane critico d'arte, figlio del pittore Francesco Trombadori, e incominciò un sodalizio intellettuale e politico che lo accompagnò poi per tutta la vita. Nel 1940 s'iscrisse al Partito Comunista d'Italia clandestino (in seguitò disegnò il simbolo del rinato Partito Comunista Italiano, utilizzato fino al suo scioglimento nel 1991, e collaborò con la rivista Il Calendario del Popolo); lasciò Roma per motivi politici rifugiandosi a Genova, in casa di amici. Più tardi fece ritorno a Roma in clandestinità. Il dipinto che gli diede la fama, fra mille polemiche da parte anche del clero e del fascio, poiché sotto il soggetto sacro denunziava gli orrori della guerra, fu un dipinto raffigurante La Crocifissione (1940) che gli permise di aggiudicarsi il secondo premio alla quarta edizione del Premio Bergamo, nel 1942. Guttuso ne scrisse nel suo Diario come « [...] il simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee». L'artista non cessò mai di lavorare in anni difficili come quelli della guerra e alternava, specie nelle nature morte, gli oggetti delle case umili della sua terra, a squarci di paesaggio del golfo di Palermo a una collezione di disegni intitolata Massacri, che circolarono clandestinamente, dato che ritraevano le repressioni naziste, come quello dedicato all'eccidio delle Fosse Ardeatine, un cui olio su tela del 1944 fu esposto alla Galleria Basile di Palermo in quella che fu l’ultima personale dedicata all’artista.- Le figure di dieci operai
- emergono bianche sui mattoni bianchi
- il mezzogiorno è d'estate.
- Ma le carni umiliate
- fanno ombra: e lo scomposto ordine
- dei bianchi è fedelmente seguito
- dai neri. Il mezzogiorno è di pace.

L'esperienza politica

Gli ultimi anni e la morte
Nel 1977 Guttuso donò, con atto pubblico, al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma la sua opera La partenza del vapore di Napoli (1966), conservata nel Fondo a lui dedicato, pubblico e interamente consultabile[14]. A questa prima opera, nel 1982 si aggiunge al Fondo CSAC Natura morta con tavola (1947). Nel 1980 dedicò un acquerello alla strage di Bologna, dal titolo Il sonno della ragione genera mostri, come l'omonima acquaforte di Goya. Nel 1982 dipinse il francobollo da 1.000 lire, raffigurante la Coppa FIFA sollevata da Dino Zoff durante la premiazione dei mondiali di calcio in Spagna del 1982, molto apprezzato dai collezionisti[senza fonte]. Nel 1985 termino l'affresco raffigurante "Colapesce e le sirene" nel soffitto del Teatro Vittorio Emanuele II a Messina.Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

- Viene citato nella Canzone del padre dell'album Storia di un impiegato (1973) di Fabrizio De André: «E i miei alibi prendono fuoco, / Il Guttuso ancora da autenticare», probabile riferimento al dipinto I funerali di Togliatti dell'anno precedente.[19]
- Viene citato nella canzone A.D. 4000 dell'album Ingresso libero di Rino Gaetano e nel brano Jet-set dell'album E io ci sto dello stesso.
- Nel 2009 viene interpretato da Corrado Fortuna nel film Baarìa di Giuseppe Tornatore.
- Appare, nel ruolo di un madonnaro, in "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", film del 1983 diretto da Renzo Arbore.
- Nel suo quadro intitolato La spiaggia, esposto alla Galleria nazionale di Parma, raffigura Pablo Picasso di profilo con un corpo abbronzato e un costume hawaiano, che strofina su di sé un telo verde, con le movenze di un torero, come fosse appena giunto sulla spiaggia dopo un lungo bagno in mare.[20]
- Il duo artistico Orticanoodles (composto da Wally e Alita) ha realizzato Il più grande ritratto al mondo di Renato Guttuso. È stato realizzato a luglio del 2013 a Giardini-Naxos in Sicilia nel corso della manifestazione Emergence Street Festival. Si tratta di un murale realizzato con la tecnica dello stencil.[21]
Onorificenze
Note
- ^ Sapere.it alla voce "Neorealismo"
- ^ Guttuso, Renato, biografia e quotazioni
- ^ Painter of Principle. The Financial Times (London, England), Saturday, May 18, 1996; pg. XVI; Edition 32,987.
- ^ Laura Dolfi, Il caso García Lorca: dalla Spagna all'Italia, Bulzoni, Roma, 2006, p. 92.
- ^ archivio beni culturali lazio (DOC), su ufficignam.beniculturali.it.
- ^ Italian Realist Painting. FROM OUR ART CRITIC. The Times (London, England), Thursday, Nov 24, 1960; pg. 8; Issue 54937.
- ^ The Individual Course of Renato Guttuso. The Times (London, England), Thursday, May 13, 1965; pg. 6; Issue 56320.
- ^ Contemporary Italian Paintings, su quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio.
- ^ Peintures italiennes d'aujourd'hui, su quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio 2016.
- ^ Notions of Dada. The Times (London, England), Tuesday, Jul 16, 1968; pg. IV; Issue 57304.
- ^ Immagini de Le figlie di Loth
- ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 20 giugno 1976, su Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato l'11 dicembre 2009.
- ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 3 giugno 1979, su Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato l'11 dicembre 2009.
- ^ http://samha207.unipr.it/samirafe/loadcard.do?id_card=17843&force=1
- ^ È morto Fabio Carapezza, figlio adottivo di Guttuso ed ex commissario del Teatro Massimo di Palermo, su gds.it, 26 ottobre 2022. URL consultato il 26 ottobre 2022 (archiviato il 26 ottobre 2022).
- ^ “Renato era un ateo granitico e come tale è defunto”, così lo definì Marta Marzotto nell'intervista, ripubblicata il 29 luglio 2016 e rilasciata a Oscar Puntel per il periodico Donna Moderna.
- ^ Domenico Del Rio, Ma Cristo lo tentava, inː La Repubblica, 20 gennaio 1987
- ^ Marco Giusti, Il Grande libro di Carosello, Milano, Sperling & Kupfer, II edizione, ISBN 88-200-2080-7, p. 470
- ^ Interpretazione della canzone
- ^ Tratto dall'illustrazione del quadro di Guttuso presso la Galleria Nazionale di Parma
- ^ Citato in questo Video: https://www.youtube.com/watch?v=Syp4c9nKQIo
Bibliografia
- Girace P., Artisti contemporanei, Napoli, Ed. E.D.A.R.T., 1970, pp. 152, 153, SBN IT\ICCU\NAP\0057927.
- P. Pacini (a cura di), Renato Guttuso. Opere dal 1945 al 12982, Firenzelibri, Firenze 1983
- Vittorio Sgarbi, Guttuso. Visite all'arte del passato, Milano, Diarte - Galleria Bergamini, 1985, pp. 29.
- M. Calvesi, D. Favatella Lo Cascio, Renato Guttuso dagli esordi al Gott mit uns (1924-1944), Sellerio, Palermo, 1987
- Lea Vergine, Gli ultimi eccentrici", Rizzoli, 1990
- Alessandro Masi, Renato Guttuso: il primato della pittura, prefazione di Marcello Veneziani, Edimond, 1998.
- Werner Haftmann, Guttuso, Firenze, Giunti, 2005, pp. 50.
- Paolo Parlavecchia, Renato Guttuso. Un ritratto del XX secolo, UTET, Torino, 2007
- Recensione della mostra Guttuso. Passione e realtà (Parma, 11 settembre - 8 dicembre 2010)
- Elena Lissoni, Renato Guttuso, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
- C. Quattrini, M. Ragozzino, Brera mai vista. Renato Guttuso 1940. Il ritratto di Alberto Moravia, Skira, 2011
- E. Dei (a cura di), Guttuso e i gli amici di Corrente, Pacini editore, Pisa, 2011
- Maria Antonietta Spadaro, Renato Guttuso, Flaccovio, ebook, 2012
- Renato Guttuso, Scritti, a cura di M. Carapezza, Bompiani, Milano, 2013
- F. Gualdoni, F. Calarota, Renato Guttuso. Il realismo e l'attualità dell'immagine. Catalogo della mostra (Aosta 27 marzo-22 settembre 2013)
- Mario Ursino (a cura di), Caffè greco di Guttuso, Roma, Nuova Cultura, 2014, ISBN 978-88-6812-275-1.
- F. Carapezza Guttuso, V. Crispino, (a cura di), Guttuso inquietudine di un realismo, De Luca Editori d'Arte, Roma, 2016
Spedizione e resi
Spedizione e resi
La transazione avviene nella massima sicurezza del venditore e dell'acquirente, siamo noi a farci carico della conformità (provenienza, autenticità, stato di conservazione) dell'opera e ad occuparci della spedizione.
Il reso è possibile entro e non oltre 14 giorni dalla ricezione dell'ordine.




